Archivio di ottobre 2010

Il tempo passa, ma niente migliora.

sabato, 30 ottobre 2010

Le ruote girano, ma la mia è quadrata. Bisogna essere forti, ma sto esaurendo le forze.
.Con gli anni tutto diventa più difficile.. è l’unica cosa che desideri, è essere felice, stare bene.. E da troppo tempo aspetto questa felicità.. ma non arriva. Sono stanca.

DA FACEBOOK:DISABILITA’

venerdì, 29 ottobre 2010

Ho scritto questa nota su richiesta dell’insegnante di sostegno di mia figlia che voleva sensibilizzare i genitori dei compagni di classe di un altro bimbo. La propongo agli amici di fb perchè non posso smettere di voler scuotere le coscienze.

Sono mamma di due figli, amatissimi, sono sposata con un uomo complicato ma meraviglioso – peraltro io stessa non sono persona semplice – e sono molto orgogliosa della mia famiglia. Certo, fin qui tutto nella norma. In realtà, io sono, come altre, la mamma di una bimba disabile. Cerco di fare luce. Mi sono sposata a 28 anni e ho avuto il primo figlio a 32. Lavoro soddisfacente e molto ben retribuito, figlio sano che cresceva senza dare particolari preoccupazioni, marito con lavoro di grande responsabilità e molto ben retribuito. Dopo poco più di quattro anni dalla nascita del primo, arriva la seconda figlia. Una gioia infinita, un senso di pace e di completezza assoluti. Non ci mancava nulla: eravamo una famiglia perfetta. La bimba, nata assolutamente sana e con parto naturale, come il fratello, cresce che è uno splendore. Vita piena, realizzata; vacanze d’estate al mare e/o in montagna, regali, festine, giochi, comunità. Non mancava proprio nulla ad un quadretto idilliaco. La nostra vita scorreva tranquilla sui binari della normalità. Ma una sera, una sera d’inverno, poco prima del secondo compleanno di mia figlia, è crollato tutto il nostro meraviglioso castello. Come un fuoco d’artificio, che esplode nel cielo togliendo il respiro a tutti coloro che osservano con il naso in su, e finisce la sua breve carriera di emozioni fatta di luci lasciandoi frammenti di stelle a solcare il buio prima che scenda l’oscurità, così la nostra esistenza è cambiata a causa di una diagnosi implacabile. Nostra figlia, la nostra bionda, vivacissima, stupenda bambina, era affetta da un tumore cerebrale maligno raro. Nella sua meravigliosa testolina la malattia si era insinuata lasciandole poche speranze di sopravvivenza (i medici parlavano del 20% di probabilità di sopravvivenza a due anni). Il mondo è scomparso, la vita è sparita. Nulla è più stato lo stesso. Lotte, corse, tentativi disperati: questo per cercare di salvare la sua troppo breve esistenza. Ma, alla fine, orgogliosamente possiamo affermare di avercela fatta, o meglio: lei ce l’ha fatta. Con tutta la sua instancabile energia, con la sua pazzesca vitalità, con la sua irrefrenabile voglia di vivere ha sopportato 6 interventi chirurgici in due mesi (aveva due soli anni di vita), chemioterapia, radioterapia (ha fatto 38 irradiazioni ad una potenza estremamente elevata; basti pensare che aveva la testa bruciata dalle ustioni), chemioterapia ad alte dosi con re infusione di cellule staminali, in due dosaggi. Oggi sono passati quasi 7 anni da quel maledetto giorno della diagnosi, ma lei è qui con noi e riempie la nostra vita. E oggi la sua vita è estremamente complicata perché, al di là di una evidente emiparesi a sx, mia figlia ha un ritardo cerebrale medio. E la vita, posso assicurarvelo, non è per niente facile. Non è la vita che io desideravo per me stessa, o per la mia famiglia. Ho subito questo cammino di sofferenza e non è stato facile accettarlo. Le lotte sono quotidiane, sempre le stesse ma ogni giorno diverse. Lo scorso anno, ad esempio, io credente, fervente cattolica professante, ho visto rifiutata mia figlia al catechismo nella mia parrocchia. È disabile, ma questo trattamento è disarmante. Credetemi. Ci commuoviamo davanti a storie che narrano torture inflitte ad animali; poniamo mano al telefono e inviamo tra i primi messaggi che possano aiutare popolazioni in difficoltà; poniamo mano al portafoglio ed acquistiamo orgogliosi dei gadgets ai vari mercatini di Natale di solidarietà; adottiamo a distanza bimbi di nazioni povere e in difficoltà. Tutto questo è sinceramente ed estremamente lodevole. Ma tutto questo deve essere accompagnato da azioni concrete in casa nostra. Non posso parcheggiare, nemmeno per pochi istanti, nel posto riservato ai disabili, perché in qualsiasi momento potrebbe sopraggiungerne uno e potrei causargli delle difficoltà incredibili. Posso cedere il mio posto in fila, anche se attendo il mio turno da parecchio tempo, se vedo una persona in difficoltà. Forse si è solo perso il senso della vera solidarietà, quella di coloro che giocano con il bimbo del vicino senza farlo sentire diverso, anche se non può camminare o parlare a causa di una patologia invalidante. Come vorrei che qualcuno suonasse alla mia porta e mi dicesse, con sincerità: sono venuto a giocare con la mia piccola amica! Un disabile è e resta prima di tutto un essere umano. Ma, a differenza dei “normo dotati” un disabile arricchisce, dona prescindendo da qualsiasi cosa possa, eventualmente, avere in cambio. Un disabile, generalmente, ama la vita perché è la sola cosa che, probabilmente, avrà di suo. Un disabile è realizzato, come persona, in quanto persona. Possiamo dire lo stesso noi, normo dotati? Non è facile, credetemi, la vita di un disabile o di chi gli sta accanto. Ma è una vita piena, ricca, bella. Perché ogni piccola cosa, ogni minima esperienza è fonte di gioia. Impariamo a osservare con gli occhi del cuore e riusciremo ad arricchirci. E allora la nostra sarà una vita piena e realizzata.

Grazie.
scritta e pubblicata il 28 ottobre 2010 da Enrica Bailo

Quando perdi qualcuno che ti è caro

mercoledì, 27 ottobre 2010

Spendi molte energie nel tentativo di reagire nella maniera giusta .. ma non esiste una maniera giusta! Forse il modo migliore per onorare la memoria di chi se n’è andato è .. Continuare a vivere!

Ma soprattutto di averli avuti

NON E’ VERO CHE GLI UOMINI SONO TUTTI UGUALI…! OGNUNO E’ SCEMO A MODO SUO

sabato, 23 ottobre 2010

GUARDO IL CIELO E MI CHIEDO COME STAI

giovedì, 21 ottobre 2010

CHISSA’ SE TI TROVì BENE LI’ ♥ MA LA DOMANDA CHE MI FACCIO SEMPRE E’ PERCHE’ DiO HA PRESO PROPRIO TE

*-*-*-*

mercoledì, 20 ottobre 2010

Ma sai, io non so di che farmene delle tue false sofferenze.

mercoledì, 20 ottobre 2010

Puoi tenerle per qualcun’altro disposto ancora a crederti. Perché io sono stanca di partecipare a questo stupido gioco da film strappalacrime. Sono stufa di essere sempre a completa disposizione. Per me amicizia significa “IO CON TE,TU CON MEio”.E per questo sento che devo fermarmi, e posso solo dirti di conservare queste lacrime per quando starai male davvero.
Sempre se starai male davvero

Chi non prega

venerdì, 15 ottobre 2010

Un contadino durante un giorno di mercato,si fermò a mangiare in un affollato ristorante dove pranzava di solito anche il fior fiore della città.Il contadino trovò posto in un tavolo a cui già sedevano altri avventori e fece la sua ordinazione.Quando l’ebbe fatta ,congiunse le mani e recitò una preghiera.I suoi vicini lo osservarono con curiosità e pieni di ironia e un giovane gli chiese:” A CASA VOSTRA FATE SEMPRE COSI?PREGATE VERAMENTE TUTTI?”Il contadino che aveva incominciato tranquillamente a mangiare rispose:”NO,ANCHE DA NOI C’E’QUALCUNO CHE NON PREGA!”Il
giovane ghignò:”A SI?CHI E?CHE NON PREGA?” “BEH”proseguì il contadino” PER ESEMPIO LE MIE MUCCHE,IL MIO ASINO I MIEI MAIALI…”(A.P.GOUTHE)

Rispetta Sempre Queste Persone,Loro a Differenza Dei Politici Questa Poltrona Non L’Avrebbero Voluta !!!!!!

giovedì, 14 ottobre 2010

PELLEGRINAGGIO UNITALSI A VENEZIA-SANTA LUCIA E PADOVA-SANT’ANTONIO 8-10 OTTOBRE 2010

lunedì, 11 ottobre 2010

Il programma su riportato è quello del
Pellegrinaggio che ha organizzato la
sottosezione dell’ Unitalsi della mia città(NAPOLI)Era nel programma annuale
della sottosezione e si è giunti così alla
data per renderlo fattibile e realizzabile.
Venezia è una città favolosa abbiamo
visitato la chiesa dei SS.Geremia e Lucia;il
giro in battello che ci ha permesso di vedere
la città dai suoi canali,la mitica P.zza San
Marco,che era invasa dall’alta marea le isole di Murano(con la sua lavorazione dei vetri) e Burano(con i suoi caratteristici merletti)e poi il giorno dopo sulla strada del
ritorno per Napoli eccoci a visitare Padova e il
Santuario di Sant’Antonio.Il viaggio finisce cosi:
con il pranzo in ristorante e ritorno in serata
nelle nostre case.E’stata un’esperienza bella,ricca di emozioni e di ricordi,i quali sono stati impressi negli scatti fotografici fatti con la mia macchinetta digitale creando un bel DVD
in ricordo di questo bel viaggio.E per quest’occasione a me non resta che fare il consueto articolo correlato di foto che ferrà
pubblicato sul giornalino del sito dell’Unitalsi
della nostra sottosezione:ormai in questo campo
sono diventata famosa,infatti sono diventata la
giornalista ufficiale e per giunta anche quella che
riesce a fare i filmini con la video camera.Famoso è stato il VIDEO del pellegrinaggio di Fatima e di Santiago di Compostela che fu fatto nel giugno 2009.In confronto a me i migliori registi mi fanno un baffo….a parte gli scherzi magari fossi Zeffirelli o Fellini…….comunque è uno dei miei hobby e mi diletto:è un modo per rendermi utile
e per farmi un archivio personale pieno di album di foto e di filmini che ricordato le mie esperienze di viaggi o di ore trascorse insieme alla mia famiglia.Ora vi lascio e ai prossimi aggiornamenti sperando che alcune cosette che
sto pensando di fare si possano realizzare.