Archivio di ottobre 2012

Sabato 27 ottobre 2012 Pellegrinaggio a Pompei con l’Unitalsi

martedì, 30 ottobre 2012

Come ben sapete dai miei racconti io sono
disabile essendo affetta da distrofia
facio-scapolo-omerale, quindi oltre a
frequentare il CENTRO DON ORIONE a
Napoli per la fisioterapia sono socia
“ammalata” dell’Unitalsi e quindi quando
c’è qualche incontro unitalsiano e ho la
possibilità di poterci andare ne approfitto.
Infatti Sabato 27 ottobre 2012 si è tenuto
l’annuale Pellegrinaggio Nazionale a
Pompei promosso dall’Unitalsi.
Essendo un pellegrinaggio “nazionale”
partecipano anche le sezioni delle
regioni più vicine alla Campania;
e per chi è socio di questa associazione,
sia come volontario,sia come “ammalato”
sa benissimo a cosa mi riferisco;quindi
a questo pellegrinaggio partecipano anche
alcune sottosezioni della mia regione;
infatti ho incontrato quelli di Agropoli,
di Caserta e molti di Benevento.Capita
sempre così quando ci sono delle
occasioni “sezionali”o “nazionali”può
succedere che incontri persone di altre città
(sia della tua regione sia addirittura di
altre come mi è successo sia a Roma,sia
a Padova quando incontrai la mia amica
Roberta di Palermo e sempre a Padova incontrai
Francesca una volontaria che è della provincia di
Pordenone)Per partecipare al
pellegrinaggio la sottosezione di Napoli,
ha messo a disposizione un autobus
per poter raggiungere la cittadina mariana,
(molti altri quelli che avevano l’auto
l’hanno raggiunta invece con le rispettive
macchine e quindi hanno potuto restare
fino alla fine dell’intero pellegrinaggio);
il programma del pellegrinaggio oltre a
sottolineare che il personale doveva
intervenire in divisa era il
seguente:
L’appuntamento per la partenza
dell’autobus era:
ore 8:00 P.zza Castello
ore 8:30 Parcheggio Brin
mentre il programma del
pellegrinaggio vero e proprio
prevedeva:
ore 9:00 Accoglienza p.le Giovanni XXIII
ore 10:00 Recita del Rosario
ore 10:30 Santa Messa e Supplica alla Madonna
in Basilica
ore 13:00 Pranzo
Tempo libero
ore 17:00 Processione eucaristica p.le Giovanni XXIII
ore 18:45 Cena
Ore 20:00 Fiaccolata p.le Giovanni XXIII e
in Basilica per la Chiusura del Quandro della
Madonna.
La sottosezione di Napoli se ne è andata subito
dopo la Processione eucaristca mentre chi è venuto con
l’auto o con vari furgoncini messi a disposizione dalle
varie sezioni pernottava(riferendomi alle sottosezioni
o sottosezioni più lontane da Napoli)sono riuscite a
rimanere per tutto il pellegrinaggio.E’stata una
piacevole giornata trascorsa in piena soddisfazione
e me è piaciuta di mancavo a Pompei da 20 mesi
e sono contenta di esserci ancora una volta tornata
nonostante abbia lasciato li in passato tantissimi
ricordi.

E prima di salutarvi voglio ricordarvi del 1°novembre che è
la festa di OGNISSANTI,nota anche
come TUTTI I SANTI,ed è una solennità che celebra
la gloria e l’onore di tutti i SANTI (canonizzati e non)
che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi.
Ma soprattutto ricordiamoci del 2 novembre
giorno della COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI,
e in questo giorno cerchiamo di prendere l’abitudine
di mettere un piccolo cero acceso fuori al davanzale
di quache finestra della nostra casa o fuori al balcone
e lasciarli finchè non si consumano;
in modo tale che i nostri defunti uscendo dalle loro
tombe possano venirci a salutare sapendo che quel
cero è acceso per loro.

*-*

giovedì, 25 ottobre 2012

L’età non ti protegge dall’amore,
ma l’amore in una certa misura
ti protegge dall’età!

Stupenda

mercoledì, 24 ottobre 2012

Un ragazzo di sedici anni chiede a suo padre
-Papà,cosa mi regalerai per il mio 18°compleanno?-
Suo padre risponde
-Figlio miglio c’è ancora tanto tempo!-
Passa un anno e il ragazzo ha 17 anni.Un giorno
sviene e suo padre lo porta all’ospedale.
I dottori dicono
-Signore,suo figlio ha un grave problema al cuore!-
Il ragazzo sulla barella
-Ti hanno detto che sto per morire?-
Il padre inizia a piangere.Finalmente il
ragazzo viene dimesso,il giorno del suo 18° compleanno,
torna a casa e sul letto trova una lettera che gli
ha lasciato suo padre.La lettera dice
-Figlio mio se stai leggendo questo è perché è andato tutto bene.
Ricordi il giorno in cui mi chiedesti cosa ti avrei regalato
per il tuo 18°compleanno?Ti ho donato il mio CUORE.
Buon compleanno figlio!-

Video inondazione maltempo a Lourdes chiuso il Santuario e la grotta e 500 pellegrini evacuati

domenica, 21 ottobre 2012

Inpressionante questo video,siamo rimasti tutti molto

colpiti,perchè è come se fosse un pò casa nostra;quante volte

l’Unitalsi è andata li e NOI con loro fisicamente…..

La mia vita da disabile

giovedì, 18 ottobre 2012

Ok,va bene sono disabile,sono diversa,e non nessun motivo per nasconderlo,non
voglio fare come lo struzzo che mette la
testa sotto la sabbia; ma
voglio chiedere ai cosiddetti “normodotati”
a voi abili in tutto:”MA SIETE SICURI
CHE SOLO NOI DISABILI SIAMO DIVERSI?”.
Lo siete anche voi…..si si,proprio così lo siete
anche voi,perchè ognuno di voi è “diverso”nel
suo genere,nelle sue azioni,nei propri pensieri.
O forse questo non lo avete pensato….non
lo avete pensato perchè la “banalità”sta nel
fatto che essendo “normali”non arrivate
“oltre”.Ma “l’oltre”consiste anche in questo,
consiste nell’ampliare le proprie conoscenze,
i propri orizzonti,oltrepassandoli e non
fossilizzarsi in cose “scontate”.Nella vita
non c’è niente di “scontato”,nulla viene
“per caso”perchè c’è sempre una spiegazione
un motivo per quello che succede nella
vita di tutti.Si lo so che è un post un pò
“incazzoso”e pieno di sfogo ma qualche
volta lo sperimento sulla mia pelle,
vedo alcune volte “quell’indifferenza”
nei nostri confronti,quella “delicatezza”
che molti di noi vorremmo avere da
chi ci sta accanto ma che difficilmente
ci viene data.Ma finisco con questa
frase:
GODETEVI IL SILENZIO,USATELO
SENZA PIETA’,E’L’ARMA
PIU’POTENTE CHE AVETE,PIU’CRUDELE
DI QUALSIASI PAROLA
(GUIDO PAOLO DE FELICE)
perchè il silenzio è veramente un’
arma molto potente più di
qualsiasi altra risposta…e io rispondo
così con il silenzio,continuando
a vivere la mia vita “da disabile”
che molte volte mi permette di
fare dei viaggi in cui ho superato
molti miei limiti,molte mie paure.
E il risultato personalmente è
molto soddisfcente nonostante tutto.

Articolo pubblicato da LA REPUBBLICA e per fortuna non siamo a NAPOLI che viene sempre criticata leggete attentamente

mercoledì, 17 ottobre 2012

Gradini, inciviltà e ostacoli a Roma
“Proibita per i disabili su sedia a rotelle

Dopo la denuncia del regista Bernardo Bertolucci, viaggio tra i mille disagi dei diversamente abili. Dalle piazze del centro alla periferia spostarsi diventa impossibile.di GIULIA CERASI, MARCO CIAFFONE, ALESSANDRA PAOLINI, CHIARA PISELLI e SARA SBAFFI

Italo ha 40 anni e da trentacinque ha le protesi alle gambe. Vive da solo in un appartamento a piazza Igea a nord di Roma, ora che finalmente è riuscito ad avere un impiego come centralinista. Ogni mattina esce di casa sulla sua sedia a motore, non ci sono i marciapiedi in quel tratto di via della Camilluccia e per arrivare all’istituto Don Orione, dove lavora, è costretto a incrociare le dita e camminare in mezzo alla strada, percorrendola contro mano.

Fare il giro dell’isolato, scendere giù per via Trionfale, sarebbe un suicidio con le auto che in discesa sfrecciano veloci come fossero a Vallelunga. Quei fiori sotto la foto di un bimbo ucciso qualche anno fa da un pirata sullo stradone a senso unico, è un monito silente e doloroso per tutto il quartiere. Per Italo però, il momento più pericoloso arriva quando deve attraversare la strada: al semaforo, davanti al Don Orione, macchine e motorini troppo spesso non si fermano al rosso. Ignorando quel centinaio di disabili che lì ogni giorno vanno a fare fisioterapia.

“E’ tutto così complicato per chi è nella mia situazione: andare al cinema, al ristorante prendere un autobus. Devi averi una mappa nel cervello che ti dice questa linea del bus ha le rampe mobili la puoi prendere, quella sala cinematografica ha le scale quindi è off limits, in quella pizzeria invece, si può entrare senza problemi”, continua Italo che nel suo telefonino ha un piccolo dossier. Foto scattate ogni qualvolta si è trovato le rampe d’accesso

sbarrate da qualche auto in sosta. O si è trovato di fronte a qualche gradino di troppo che lo ha costretto a fare dietrofront. “E di fotografie ne ho tantissime”, dice.

Ma Roma è davvero una città inaccessibile per chi vive su una carrozzella, come ha denunciato il regista Bernardo Bertolucci dal sito di Fiamma Satta “Diversamente affabile”? “Umiliato e arrabbiato”, il maestro si è rivolto direttamente al sindaco Alemanno per raccontare le difficoltà nel raggiungere la sala rossa in Campidoglio per partecipare a un matrimonio.

Sì Roma è una città complicata se non ci si muove sulle proprie gambe o se si è non vedenti. O se, semplicemente, si è mamma col passeggino da spingere. Tommaso Empler, architetto specializzato in universal design ne è convinto. “Anche se con le passate giunte si sono fatti molti passi in avanti”, dice. “Certo, le barriere architettoniche sono tante in una capitale come Roma molto antica – continua Empler – In più i marciapiedi sono sconquassati. E i sampietrini in centro, di sicuro, sono un deterrente per chi sta su una carrozzina. Ma il vero problema è la mancanza di educazione civica dei romani”. In effetti, basta fare un giro per le strade per accorgersi di quante persone parcheggino senza averne diritto nel posto riservato ai disabili.

O quanti siano quelli che piazzano l’auto davanti alle rampe di accesso dei marciapiedi. Ma c’è anche un discorso che riguarda la soprintendenza. “Troppo spesso palazzi storici non vengono resi accessibili a tutti per non deturpare le facciate – continua l’architetto – Non attenendosi invece a una normativa ministeriale del 2008 che impone le rampe per i disabili anche in luoghi pregiati e vincolati”.

GLI SCIVOLI
Sosta selvaggia davanti alle rampe
attraversare la strada diventa impossibile
Alle auto parcheggiate in doppia (e spesso tripla) fila i romani sembrano averci fatto l’abitudine. Un po’ meno i disabili che circolando per la capitale trovano spesso i marciapiedi inaccessibili per via delle ruote che coprono gli scivoli a loro dedicati. E per chi si muove in carrozzella scendere dal marciapiede diventa un incubo. Su via Cristoforo Colombo, ad esempio, gli scivoli per i disabili vengono completamente ignorati dagli automobilisti incivili, cosa che avviene anche in via della Pisana fino a a viale Leonardo da Vinci e a San Paolo.
Ma è nelle ore serali che la situazione peggiora e la sosta selvaggia rende impossibile, ai disabili, uscire di casa. “Quasi sempre – racconta Emanuele Zuffranieri – sono i miei amici a sollevare me e la carrozzella per aiutarmi a scendere dai marciapiedi. È incivile che in una città come Roma si consenta a motorini e automobili di posteggiare davanti alle rampe per i disabili”.

I TRASPORTI
Alle fermate scale e ascensori guasti
il viaggio sulla metro è un’odissea
Le barriere architettoniche sotto le stazioni metro della capitale sono la regola. Mancanza di ascensori e percorsi tattili inadeguati sono le maggiori criticità che interessano le linee A e B del metrò e che obbligano i diversamente abili a muoversi per la città non autonomamente. Si parte da Termini, dove l’accesso agli ascensori – e addirittura alle scale mobili – è impossibile nella maggior parte dei casi e dove, nel pomeriggio di ieri, si incontrava del personale che affiggeva cartelli con su scritto: “Stiamo lavorando per una stazione più accessibile”. La linea A ha gravi carenze su tutta la parte centrale, da Ottaviano a Repubblica, dove mancano del tutto gli ascensori. Ma nella stessa condizione è anche Anagnina o il tratto che va da Giulio Agricola fino a Colli Albani. Anche Cavour, Colosseo e Circo Massimo, sulla B, non hanno l’ascensore ma solo un montascale, per il cui utilizzo occorre il personale addetto.

I PERCORSI
Tragitti speciali per i non vedenti
Terminano contro i muri dei palazzi
Bancarelle che vendono souvenir, tavolini con le caldarroste, secchioni per l’immondizia ed espositori di cartoline. Il percorso per i non vedenti e i disabili in visita ai monumenti di Roma è pieno di ostacoli. A Fontana di Trevi, incrocio con via delle Muratte, campeggia un cartello “Percorso attrezzato per non vedenti”, peccato che subito sotto ci sia un venditore di castagne che occupa proprio le strisce zigrinate. Intorno alla fontana un cieco oltre a far attenzione alla calca della gente, rischia di imbattersi in rivenditori di souvenir e bidoni della spazzatura. Il percorso poi, all’incrocio con vicolo del Forno, termina contro a un muro. Mario Staderini, segretario nazionale dei Radicali, ricorda come il sindaco conosca bene la situazione: “Pochi mesi abbiamo vinto una causa contro il Comune per le discriminazioni nei confronti dei disabili. Alemanno sapeva e ora dovrà risarcire i danni”.

I MARCIAPIEDI
Tavolini, piante, fioriere e bancarelle
anche i marciapiedi diventano off-limits
Biciclette, pali della luce, cartelloni pubblicitari. Cestini dell’immondizia, tavolini selvaggi. Camminare sui marciapiedi romani significa cimentarsi in una corsa a ostacoli. Che, per chi è costretto su una sedia a rotelle. Troppo spesso, infatti, gli spazi destinati ai pedoni sono occupati con ogni tipo di arredo urbano, dai tavolini ai menu fino alle piante. Proprio come accade a Santa Maria in Via, dove, per di più, l’asfalto è tutto divelto. Un intero tratto di marciapiede di via del Corso, nei pressi di piazza del Popolo, è ostaggio dei tavoli di un bar, mentre a via Cola di Rienzo a intralciare il passaggio sono i clienti che si fermano per comprare vestiti nelle tante bancarelle. E se a via di San Pantaleo, dietro piazza Navona, un cartello di divieto di sosta obbliga a scendere dalla banchina e a camminare in mezzo alla strada, a piazza dell’Umiltà il marciapiede è totalmente occupato da un’edicola, oltre che dalle auto parcheggiate.

E IO AGGIUNGO CHE IL PROBLEMA PER I “NORMODOTATI”
(FORTUNATAMENTE POCHI CHE NON RISPETTANO)IL PROBLEMA
NON SUSSISTE SE NE FREGANO ALTAMENTE DI CHI COME “NOI”DEVE
COMBATTERE LA QUOTIDIANITA’ CON AFFANNO,QUINDI SIAMO
“COSTRETTI”ADDIRITTURA A EVITARE DI ANDARE ANCHE UNA
SERA IN PIZZERIA RESTANDOCENE CHIUSI IN CASA PERCHE’
COME DICE L’ARTICOLO STESSO SPESSO,MOLTO SPESSO SUBENTRA
“L’INCIVILTA’E L’INSENSIBILITA’”DI POCHI

Sabato 13 ottobre 2012:Messa al Convento delle Clarisse con l’Unitalsi

sabato, 13 ottobre 2012

Il 13 ottobre si è rinnovato l’annuale
appuntamento per la famiglia Unitalsiana
al CONVENTO DELLE CLARISSE in P.zza del Gesù.
Programma:
Ore 10:00
Raduno e Accoglienza dei fratelli con
mobilità ridotta
Ore 10:30
Recita del SANTO ROSARIO
Ore 11:00
Santa Messa,presieduta da Don Enzo Di
Mauro assistente spirituale della
sottosezione dell’Unitalsi di Napoli.
Il personale tutto in divisa.
E io ci sono andata

Il discorso della Luna

venerdì, 12 ottobre 2012

Cari figlioli sento le vostre voci.La mia è una voce sola,
ma riassume la voce del mondo intero.Qui tutto
il mondo è rappresentat:si direbbe che perfino la luna
si è affrettata stasera,a guardare questo spettacolo.
Io,che neppure la Basilica di San Pietro,che ha
quattro secoli di storia non ma hai potuto
contemplare.La mia persona conta niente,
è un fratello che parla a voi,diventato padre
per volontà di Nostro Signore,ma tutti
insieme paternità e grazia di Dio,facciamo
onore alle impressione di questa sera,
come ora li esprimiamo davanti al Cielo,e davanti
alla Terra:Fede,Speranza,Carità,Amore di Dio,
Amore dei fratelli.E poi tutti insieme,aiutati così
nella santa pace del Signore,alle opere di Bene.
Tornando a casa,troverete i bambini:date una
carezza ai vostri bambini e dite: QUESTA E’ LA
CAREZZA DEL PAPA!.Troverete qualche
lacrima da asciugare,dite una parola buona:
il Papa è con noi, specialmente nelle ore della
tristezza e dell’amarezza.

‘O Munaciello & ‘A Bella ‘Mbriana

mercoledì, 10 ottobre 2012

Senza dubbio ‘O Munaciello è il personaggio
più nominato e più temuto dai napoletani.
Rappresenta lo spiritello dispettoso e bizzarro
che con in suo imprevedivile comportamento,
ne fà l’entità più citata nelle leggende .Al
comportamento dispettoso spesso si
accompagnano benevoli “lasciti” in moneta contante.
In questo caso non bisogna rivelare la cosa a
nessuno,pena l’accanimento del Munaciello nei
nostri confronti.Non è raro un comportamento
da “rattuso” in presenza delle giovani e belle donne.
Vi sono due ipotesi sulla sua origine:
1)Si narra che la vicenda vuole l’inizio
intorno all’anno 1445 durante il regno Aragonese.
La bella Catarinella Frezza,figlia di un ricco
mercante di stoffe si innamora del bel Stefano
Mariconda,un garzone,naturalmente l’amore
fra i due è fortemente contrastato.Il fato volle
che finisse in tragedia.Stefano viene
assassinato nel luogo dei loro
incontri segreti mentre Caterinella si rinchiude in
convento.Da lì a pochi mesi nascerà un bambino
da Caterinella.Le suore del convento lo adotteranno
cucendogli le stesse vesti simili a quelli
monacali con un cappuccio per nascondere le
deformità di cui il ragazzo soffriva.Fù così
che per le strade di Napoli veniva chiamato”lu
munaciello”Gli si attribuirono poteri magici
fino ad arrivare alla leggenda che oggi
tutti i napoletani conoscono.
Anche”lu munaciello”morì misteriosamente.
2)La seconda storia vuole che il munaciello sia
il gestore degli antichi pozzi d’acqua che in
molti casi aveva facile accesso nelle
case passando attraverso i cunicoli che
servivano a calare il secchio.I dispetti li
faceva perchè i proprietari del pozzo non
provvedevano a pagarlo per i suoi
servizi.Comunque resta il mistero di questo
personaggio molto spesso associato alla parte
cattiva dell’animo umano,al demonio che
si nasconde e che è sempre pronto ad
afferrarci e che i napoletani cercano sempre di
evitare.Il personaggio indicato come ‘A Bella
‘Mbriana invece,rappresenta lo spirito benigno.E’
una sorta di anti-munaciello.Avere questa
presenza in casa significa benessere e salute.
E’ rappresentata come una bella donna
molto ben vestita paragonabile
alla fata delle favole dei bambini.E’anche detta
Meridiana oppure ‘Mmeriana.La derivazione
etimologica proviene dal latino”meridiana” che
indica l’ombra quasi a rappresentare un’ombra
sotto cui ripararsi oppure indica il significato
etereo dell’essere.A testimonianza
dell’affetto dei napoletani verso questa figura,è
molto comune a Napoli il cognome IMBRIANI
derivante appunto da ‘Mbriana.
Ultimo dettaglio:nella casa bisogna
sempre lasciare una sedia libera
perchè potrebbe entrare ‘A bella’Mbriana e
sedersi per riposarsi.Se tutte le
sedie fossero occupate la nostra amica potrebbe
andar via con tutte le sciagure derivanti dalla
mancata ospitalità.

I fantasmi di Napoli.Spettri, figure misteriose, rumori stridenti, atmosfere cupe e tanta fantasia.

martedì, 9 ottobre 2012

Sono le leggende sui fantasmi napoletani.
Il fantasma della Basilica dell’Incoronata.
In questa Basilica in alcuni periodi dell’anno
(ed in particolare durante la primavera),lungo
le adicenti gradinate appare lo spettro di una
giovane ragazza in abito nuziale.Egli avrebbe
dovuto percorrere quei gradini per coronare il
suo sogno d’amore,ma proprio per il giorno fissato
per il matrimonio,morì di tisi.CURIOSITA’:Il
fantasma apparirebbe solo alle ragazze nubili.
IL Fantasma dell’impiccato:In zona Corso
Garibaldi,pare vi sia un condominio infestato dal
Fantasma dell’impiccato.La sua testa appare lungo le
scale ed ha terrorizzato molte persone,l’apparizzione
sarebbe da imputarsi ad un soldato spagnolo che
fu impiccato dal popolo in rivolta.
Il fantasma di via Bovio:Lungo le strade che
confluiscono nella piazza,appare lo spettro di una
donna del Seicento.Il suo fantasma fugge disperato
come se fosse inseguito.Nessuno è riuscito a
scorgere il suo volto e ad avvicinarloa.Si ritiene che
l’apparizione si quella di una donna violentata e
poi uccisa dai saraceni molti anni fa.
Il fantasma del PalazzoReale:Maria Carolina di
Borbone,sposa di Ferdinando IV di Napoli,dà vita
a sfarzosi ricevimenti nelle sale del museo di
Capodimonte,nei saloni apparirebbero luci e misteriose
figure.Le danze sono accompagnate dal suono
di antichi strumenti musicali.
Il fantasma di Palazzo Fuga:Questo antico palazzo
che alcuni secoli addietro ospitava i poveri della
città(infatti qui a Napoli è più conosciuto come IL PALAZZO DEI POVERI),secondo alcune indiscrezioni sarebbe ancora popolato da misteriose presenze;bagliori alle
finestre,strane figure e lamenti animano questo luogo.
I fantasmi del Ponte Sanità:Il ponte si trova in zona
Capodimonte,secondo alcune testimonianze,durante
le notti piovose,sarebbero udibili i lamenti e i
pianti di colori che ivi si suicidarono.
Il fantasma di ViaMarina:Lungo questa via appare
lo spettro di un soldato della marina americana,
costui apparirebbe(cosa curiosissima)solo quando
negli appartamenti vengono preparate
della patatine fritte.Biondo e con un amichevole
sorriso,in testa porta la tipica bustina della Marina
Militare.Il fantasma della Chiesa di Santa
Chiara:Giovanna I d’Angiò,regina di Napoli,fu
uccisa nel 1382,nel castello di Muro per ordine di
Carlo III di Durazzo che ne aveva invaso il regno.
Poichè ella aveva appoggiato l’antipapa Clemente
VII,papa Urbano VI non le concesse la sepoltura
in terra consacrata.Ebbene secondo una tradizione
partenopea,ogni anno nella ricorrenza della sua
morta,Giovanna apparirebbe nel chiostro della
Chiesa,secondo quando si narra,avanzerebbe
lentamente lungo i vialetti o rasente
ai muri con il capo chino.Nel suo incedere,di
tanto in tanto farebbe qualche sosta sollevando
lo sguaro.Una nota di colore vuole che la sua
espressione sia così terribile da determinare la
morte di chiunque incroci i suoi occhi.Una
segnalazione che sembra molto legata alle
leggende popolari della zona più che a qualche
episodio concreto ma che vale tuttavia la pena di
sottolineare.Il fantasma di Piazza San Domenico Maggiore:lo spettro di Maria D’Avalos,uccisa dal
marito Principe Gesualdo per via della sua
relazione adulterina con duca Fabrizio Carafa,si
farebbe notare,secondo la tradizione popolare nei
pressi della suddetta piazza,in prossimità del
Palazzo San Severo dove la donna fu uccisa.Si
dice che nelle notti di luna piena sarebbe possibile
notarre una evanescente figura femminile che,in
vesti succinte e con i capelli mossi dalla brezza,
si aggirerebbe dolente alla ricerca del suo amante
Fabrizio.Sarebbe altresì udibile un sibilio simile ad
un soffuso lamento.