Archivio di marzo 2013

Buona Pasqua

domenica, 31 marzo 2013

8 euro di affetto

venerdì, 29 marzo 2013

Mamma,quando guadagni all’ora?” chiese un
bambino a sua madre che tornava dal lavoro.La
madre con tono severo rispose:”Non seccarmi,
sono molto stanca!””Ma mamma”insisteva il bambino
“Per favore dimmi quando guadagni all’ora!”La madre
allora gli disse:”8 euro allora!””Mamma puoi prestarmi
allora 4 euro?”chiese il bambino.La madre si arrabbiò
e rispose a suo figlio.”Allora era per questo che volevi
sapere quanto guadagnassi?Vai a letto e non seccarmi
bambino egoista!”Durante la notte ripensando a ciò che
era successo la madre cominciò a sentirsi in colpa.
Probabilmente suo figlio aveva bisogno di comprare
qualcosa di importante.Così andò nella camera
del figlio e gli disse:”Ecco,qui ci sono i 4 euro che mi
avevi chiesto!””Grazie,mamma!”rispose il
bambino.A questo punto prese degli altri soldi
e disse”Ora,ho abbastanza soldi mamma.Ho 8 euro!Vuoi vendermi un’ora del tuo tempo?”

8°Giovedi di Santa Rita

giovedì, 28 marzo 2013

Ama e rispetta te stesso,tu non sei mai
responsabile delle azioni degli altri,sei
responsabile di te stesso,se qualcuno che non
ti tratta con amore e rispetto si allontana da
te,consideralo un dono;forse per un pò soffrirai,
ma alla fine il tuo cuore guarirà.
(Don Miguel Ruiz)

Alla fine dei suoi giorni,malata e costretta a letto,
Rita chiede a una sua cugina venuta in visita da
Roccaporena di portarle due fichi e una rosa dall’orto
della casa paterna,ma siamo in inverno e la cugina
l’asseconda pensandola nel delirio della malattia.
Tornata a casa,la giovane parente trova in mezzo alla
neve dell’orto una rosa e due fichi e stupefatta torna
subito a Cascia per portarli a Rita.La rosa diventa il
simbolo ritiano per eccellenza,come la rosa Rita ha
saputo fiorire nonostante le spine che la vita le ha
riservato,donando il buon profumo di Cristo e sciogliendo
il gelido inverno di tanti cuori.I due fichi,invece,
probabilmente rappresentano i suoi figli e la
consapevolezza che malgrado tutto,si sono salvati.

25 marzo oggi è il mio onomastico

lunedì, 25 marzo 2013

7°Giovedi di Santa Rita

giovedì, 21 marzo 2013

O cara Santa Rita,nostra Patrona
anche nei casi impossibili e
Avvocata nei casi disperati,fate che
Dio mi liberi dalla mia presente
afflizione e allontanami l’ansietà che
preme così forte sopra il mio cuore.
Per l’angoscia,che voi sperimentaste in
tante simili occasioni,abbiate compassione
della mia persona a voi devota, che
confidentemente domanda il vostro intervento
presso il divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso.
O Santa Rita,guidate le mie umili preghiere
emendando la mia passata vita peccatrice e
ottenendo il perdono di tutti i miei peccati,
ho la dolce speranza di godere un gioern di Dio
in Paradiso insieme con voi per tutta l’eternità.
AMEN.

O cara Santa Rita,nostra Patrona
anche nei casi impossibili e
Avvocata nei casi disperati,fate che
Dio mi liberi dalla mia presente
afflizione e allontanami l’ansietà che
preme così forte sopra il mio cuore.
Per l’angoscia,che voi sperimentaste in
tante simili occasioni,abbiate compassione
della mia persona a voi devota, che
confidentemente domanda il vostro intervento
presso il divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso.
O Santa Rita,guidate le mie umili preghiere
emendando la mia passata vita peccatrice e
ottenendo il perdono di tutti i miei peccati,
ho la dolce speranza di godere un gioern di Dio
in Paradiso insieme con voi per tutta l’eternità.
AMEN.

Il pio esercizio dei 15 giovedi
di Santa Rita.
Questa devozione consiste nel celebrare i 15
giovedi di Santa Rita che precedono la festa della
Santa che ricorre il 22 maggio,con particolari pratiche
di pietà,quali soprattutto la meditazione di un tratto
della sua vita o di qualche sua virtù e l’accostarsi
ai santi sacramenti della Confessione e della Comunione.
Sono stati istituiti con l’approvazione della Chiesa
allo scopo di commemorare i 15 anni
che Santa Rita portò sulla fronte la dolorosa ferita,
arrecatale dalla spina,dono singolare del
Crocifisso sposo diretto della sua anima.Il santo Padre
Benedetto XV, con un Breve datato il 14 gennaio
1919 concesse l’indulgenza plenaria per ogni volta
a tutti i fedeli che confessati e comunicati interverranno
in qualsivoglia chiesa o oratorio,per i 15 giovedi
continui alle pie suppliche da tenersi pubblicamente con
l’approvazione dell’ordinario ed ivi pregheranno per la
concordia tra i principi cristiani per l’estirpazione
delle eresie,per l’esaltazione di Santa Madre Chiesa.
Inoltre,concesse l’indulgenza parziale
per ogni volta ai fedeli che nel cuore almeno
contrito interverranno alle dette preghiere
per i 15 giovedi continui.Sia l’indulgenza plenaria
che quella parziale sono applicabili a modo
di suffragio alle anime del purgatorio.

La vite rigogliosa che si può ammirare
dentro al monastero,produce ogni anno
uva bianca.E’diventata il simbolo dell’obbedienza
di Santa Rita e della sua fecondità spirituale.Rita infatti
come dice il Vangelo di Giovanni unita a Gesù vera vita
è un tralcio che produce molti frutti.La tradizione dice
che mentre Rita è novizia la superiora le chiede di
innaffiare per obbedienza una pianta secca,che si trova
nel giardino.Rita lo fa umilmente giorno per giorno,
attingendo l’acqua dal pozzo che tutt’oggi si trova accanto
alla vite.Era un compito assurdo ma Rita piegò la testa
con umiltà e lo eseguì fino a quando il tralcio di vite
tornò a germogliare.
Cosi la pianta riprende a vivere ed ha più di 200 anni.

Il dono della spina
Più volte Rita aveva chiesto al Signore di
essere messa a parte dei dolori da lui sofferti per
noi.Un giorno,mentre rinnovava più ardentemente
questa domanda davanti a un’immagine del
Crocifisso,da questo si staccò una spina dalla
corona e andò a conficcarsi
sulla fronte di Rita causandole una dolorosa
e fetida piaga,che,rimarginatasi solo per darle la
possibilità di andare a Roma con le altre consorelle
per lucrare il Santo Giubileo nel 1450,l’accompagnò
fino alla morte.Rita,non solo sopportò sempre pazientemente ma l’amò come una gemma
preziosa del suo Sposo divino.Quamto lontani dalla
sua virtù siamo noi che al più piccolo sacrificio ci lamentiamo della bontà del Signore.
La rosa sbocciata e i fichi maturati in pieno inverno.
Nel cuore dell’inverno del 1457 mentre Rita giaceva
nel suo lettuccio estenuata di forze per le
penitenze e il dolore della sua piaga,venne a visitarla
una sua parente da Roccaporena.Avendole
domandato se aveva bisogno di
qualche cosa,Rita rispose che desiderava quell’unica
rosa sbocciata nel suo piccolo giardino della sua casa.
Si pensò che delirasse,come era possibile che fiorisse
una rosa in mezzo alla neve e al gelo?Tornò la donna a
Roccaporena e quale fu la sua meraviglia quando entrata
nell’orto,vide sul più alto stelo una rosa rubiconda,che
spiccava bellamente tra il bianco lenzuolo che ricopriva
il terreno.La colse con mano tremante dalla commozione
e corse a deporla nelle mani dell’nferma che odoratala
ringraziò il Signore di questo conforto.
Poi rivolta alla parente Rita disse:”TU CHE SEI
STATA COSI BUONA DA PORTARMI QUESTA
ROSA,RECAMI ORA TE NE
PREGO QUEI FICHI CHE DIO HA FATTO MATURARE
PER ME NEL MIO MEDESIMO ORTO!”Questa
volta la donna non ebbe esitazione,corse
al paese,entrò nell’orto colse i due fichi e corse
nuovamente da Rita.Cosi in mezzo alle pene
Dio padre amoroso non nega ai suoi servi
preludio delle gioie eterne anche qualche
sollievo umano.
Non ti arrendere mai,
neanche quando la fatica si fa sentire,
neanche quando il tuo piede inciampa,
neanche quando i tuoi occhi bruciano,
neanche quando la delusione ti avvilisce,
neanche quando l’errore di scoraggia,
neanche quando il tradimento ti ferisce,
neanche quando il successo ti abbandona,
neanche quando l’ingratitudine ti sgomenta,
neanche quando l’incomprensione ti circonda,
neanche quando la noia ti atterra,
neanche quando tutto ha l’aria del niente,
neanche quando il peso del peccato ti schiaccia,
stringi i pugni,sorridi e ricomincia.Preghiera per chi soffre.
O gloriosa Santa Rita,che hai partecipato
alla passione di nostro Signore Gesù Cristo
in modo prodigioso,fà che io possa accettare
con amore le pene di questa vita e proteggimi
nelle mie azioni di ogni giorno.
Intercedi per me davanti a Dio perchè la mia vita sia
come la rosa raccolta nel girdino di Roccaporena,sia
una vita sostenuta dall’amore appassionato per Gesù,
un’esistenza capace di rispondere alla sofferenza e
alle spine con il dono totale di me,per diffondere
ovunque il buon profumo di Cristo.

Discorso di Francesco I il nuovo papa

giovedì, 14 marzo 2013

HABEMUS PAPAM

mercoledì, 13 marzo 2013

Annuntio vobis gaudium magnum:
HABEMUS PAPAM
Enimentissimum ac reverendissimus dominus
Sactae Romane Ecclesiae Cardinalem Bergoglio
qui sibi nomes imposuit Francesco.

5°Giovedi di Santa Rita

giovedì, 7 marzo 2013

Roccaporena,questo angolo dell’Umbria
che ha dato i natali a Santa Rita,come
uno scrigno custodisce i ricordi della Rita da
giovane,da sposa,da madre e dopo il
crudele assassino del marito anche come vedova.

Noi che

mercoledì, 6 marzo 2013

Noi, che le nostre mamme mica
ci hanno visti con l’ecografia.
-Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo a casa.
-Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche
bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.
-Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne
dava 2.
-Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diar…io, a casa era
il terrore.
-Noi, che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in
tuta, tutti felici.
-Noi, che avevamo le tute lucide acetate che facevano fico, ma
erano pure le uniche.
-Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite
facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
-Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su internet.
-Noi che al mare ci andavamo in treno la mattina e tornavamo il pomeriggio, mangiando pane e frittata.
-Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. Ma
avevamo tanti amici lo stesso.
-Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci dalla sedia e i canali erano
solo 2.
-Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.
-Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio
Rai con le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
-Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
-Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più
fico e che se anche andavi in strada non era così pericoloso.
-Noi, che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la
bella della bella.
-Noi, che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
-Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
-Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l’album Panini (celò,
celò, celò, celò, celò, celò, mi manca!).
-Noi, che compravamo pane e mortadella per 100 £ire
(= € 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso,
perché stavamo sempre in giro a giocare.
-Noi, che bevevamo acqua dalle fontanelle dei giardini, non dalla bottiglia
PET della minerale ed un gelato costava 50 £ire (pari a € 0,025!).
-Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci
toccava riavvolgere il nastro con la Bic.
-Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri vinile
(non nell’Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato nostro figlio
ci chiede cos’è.
-Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine SIP per telefonare) e
nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
-Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l’unico obbligo di
rientrare prima del tramonto.
-Noi, che trascorrevamo ore a costruirci carretti per lanciarci poi senza
freni, finendo inevitabilmente in fossi e cespugli.
-Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e
più era rosso più eri fico.
-Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte.
-Noi, che le barzellette erano Pierino o c’è un francese-un tedesco-un italiano.
-Noi, che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
-Noi, che l’unica merendina era (qualche volta) il wafer Bovolone.
-Noi, che il 1° Novembre era ‘Ognissanti’, mica Halloween.
-Noi, che il Raider faceva concorrenza al Mars.
-Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 £ire.
-Noi, che si suonava la pianola Bontempi.
-Noi, che la penitenza era ‘dire-fare-baciare-lettera-testamento’.
-Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
-Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.
-Noi, che nei mercatini dell’antiquariato troviamo i giocattoli di quando
eravamo piccoli e diciamo “guarda! te lo ricordi?” e poi sentiamo un nodo in
gola.
-Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo
quando ce le ricordiamo.
-Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze
per lotte sociali e di classe.
-Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI,
PSI, PCI, e non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
-Noi, che trovammo lavoro tutti e subito e oggi possiamo dire com’è stato bello.
……… Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.
Questa è la nostra storia.

Via crucis

venerdì, 1 marzo 2013

Comunione spirituale
(per coloro che non si accostano alla
Comunione spirituale)
Gesù mio io credo fermamente che
sei presente nel Santissimo Sacramento,
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero
nell’anima mia poichè ora non posso
riceverti nella Santa Comunione,vieni
almeno spiritualmente nel mio cuore
(pausa di silenzio)
Come già venuto io Ti abbraccio e mi
unisco totalmente a Te,non permettere che
mi separi mai più da Te,Eterno Padre
per le mani della Vergine Maria,Ti offriamo
il Corpo e il Sangue Preziosissimo di Gesù
Cristo per il perdono dei nostri peccati,in
suffragio dei nostri defunti,delle anime sante
del Purgatorio e per i bisogni della
Santa Madre Chiesa
AMEN