Archivio di giugno 2013

Ormai…

domenica, 30 giugno 2013

Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.
Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo, poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio….
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l’I.C.I. ed i mutui sulle case distrutte e ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla!
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 € vedrà in busta paga 734 € di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile ad oggi.
Che lo stato non versa nulla ai “cittadini senza casa” (quelli che si gestiscono da soli) e che sono ben ventisettemila, a loro neanche quel piccolo contributo di 200 € mensili che dovrebbe aiutarli a pagare, magari, un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in un paesino di 500 anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di “residenze di lusso”.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio o un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontani kilometri e kilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema.
“Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo.”
Loro non scrivono …voi fate girare!
Grazie da L’Aquila

*_*

sabato, 29 giugno 2013

;-)

venerdì, 28 giugno 2013

LA ROSA E LA RANA♥

mercoledì, 26 giugno 2013

C’era una volta una rosa rossa molto bella; si sentiva soddisfatta al sapere che era la rosa più bella del giardino.
Ma si accorse che la gente la guardava solo da lontano, perché accanto a lei c’era una rana brutta che faceva repulsione.Indignata per quello che aveva scoperto, la rosa ordinò alla rana che se ne andasse subito, e la rana obbedì: “Va bene”, rispose, “se così vuoi”.Poco tempo dopo, la rana passò dov’era la rosa e la trovò senza foglie e senza petali, e le chiese: “Come mai sei conciata così male? Che ti è successo?”.
La rosa rispose: “Da quando te ne sei andata, le formiche mi hanno mangiata giorno dopo giorno, e non potrò mai più tornare ad essere come prima”.
La rana disse: “E’ ovvio, perché quando io ero lì, mangiavo tutte queste formiche, per questo eri sempre la più bella del giardino”.Questa storia ci insegna che spesso disprezziamo gli altri perché crediamo di essere superiori a loro, più in gamba o più astuti, e pensiamo che chi ci circonda non serva a niente.
Ma tutti abbiamo qualcosa da imparare dagli altri, o qualcosa da insegnare, e nessuno deve disprezzare nessuno.
Tieni in considerazione chi ti circonda perché è fatto ad immagine di Dio e per esserti di aiuto!Un giorno un ragazzo povero,che per pagare i suoi
studi vendeva beni di porta in porta,si accorse che gli era
rimasta solo una monetina da dieci centesimi e aveva fame.Così decise di mangiare alla prossima casa,ma si
smontò subito quando vide che ad aprire la porta era una
giovane donna,invece di un pasto gli riuscì solo di chiedere un bicchiere di acqua.Lei però lo vide così affamato che pensò di portargli un bicchierone di latte.Lo bevve lentamente e poi chiese:”QUANTO LE DEVO?””NON MI DEVE NIENTE”rispose lei”MAMMA CI HA INSEGNATO A NON ACCETTARE MAI COMPENSI PER UNA GENTILEZZA!”
Lui disse”ALLORA LA RINGRAZIO DI CUORE”Quando
Howard Kelly lasciò quella casa,non si sentiva più forte
fisicamente,ma anche la sua fede in DIO e nell’uomo
si erano rafforzate.Poco prima era sul punto di lasciarsi
andare.Anni dopo quella giovane donna si ammalò
gravemente.I dottori locali non sapevano non sapevano come cavarsela e alla fine l mandarono nella grande
città perchè degli specialisti studiassero la sua
malattia rara.Anche il dottor Howard Kelly fu chiamato
per un consulto e quando sentì il nome della località da
cui la donna proveniva,una luce strana riempì i suoi
occhi.Immediatamente si alzò e corse giù verso la camera
d’ospedale della paziente.Avvolto nel suo camice da
dottore andò a visitarla e subito la riconobbe.
Uscì da quella stanza determinato a fare tutto il possibile
per salvarle la vita.Da quel giorno riservò grandi
attenzioni al caso e solo dopo una lunga lotta la
battaglia fu vinta. Il dottor Kelly chiese all’amministrazione
di comunicargli il conto,per la sua approvazione.Dopo
averlo visionato scrisse qualcosa in un angolo e lo
fece recapitare nella stanza della donna.
Lei temeva di aprirlo,perchè sapeva che ci avrebbe
messo una vita per pagarlo tutto.Alla fine lo lesse
e alcune parole attirarono la sua attenzione al lato del
conto:”PAGATO INTERAMENTE CON UN BICCHIERE
Le lenzuola sporche
Una giovane coppia di sposi novelli andò ad
abitare in una zona molto tranquilla della città.Una
mattina mentre bevevano il caffè,la moglie si
accorse,guardando attraverso la finestra che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria.
“Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina!Forse
ha bisogno di un altro tipo di detersivo,magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola.”Il marito guardò
e rimase zitto.La stessa scena e lo stesso commento si
ripeterono varie volte,mentre la vicina stendeva
il suo bucato ao sole e al vento. Dopo un mese,la donna
si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue
lenzuola pulitissime e disse al marito:
“Guarda,la nostra vicina ha imparato a fare il bucato,chi
le avrà fatto vedere come si fa?”Il marito le rispose:
“Nessuno le ha fatto vedere,semplicemente questa
mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu
ti truccavi,ho pulito i vetri della finestra”
Così è la vita,tutto dipende dalla pulizia della finestra
attraverso cui osserviamo i fatti.Prima di criticare probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per potere vedere meglio.Allora
vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del nostro vicino.

Un padre ricco, volendo che suo figlio sapesse che significa essere povero, gli fece passare una giornata con una famiglia di contadini
Il bambino passò 3 giorni e 3 notti nei campi.
Di ritorno in città, ancora in macchina, il padre gli chiese:
- Che mi dici della tua esperienza ?
- Bene – rispose il bambino.
Hai appreso qualcosa ? Insistette il padre
1 – Che abbiamo un cane e loro ne hanno quattr…o.
2 – Che abbiamo una piscina con acqua trattata, che arriva in fondo al giardino. Loro hanno un fiume, con acqua cristallina, pesci e altre belle cose.
3- Che abbiamo la luce elettrica nel nostro giardino ma loro hanno le stelle e la luna per illuminarli.
4 – Che il nostro giardino arriva fino al muro. Il loro, fino all’orizzonte.
5 – Che noi compriamo il nostro cibo; loro lo coltivano, lo raccolgono e lo cucinano.
6 – Che noi ascoltiamo CD… Loro ascoltano una sinfonia continua di pappagalli, grilli e altri animali…
…tutto ciò, qualche volta accompagnato dal canto di un vicino che lavora la terra.
7 – Che noi utilizziamo il microonde. Ciò che cucinano loro, ha il sapore del fuoco lento
8 – Che noi per proteggerci viviamo circondati da recinti con allarme… Loro vivono con le porte aperte, protetti dall’amicizia dei loro vicini.
9 – Che noi viviamo collegati al cellulare, al computer, alla televisione. Loro sono collegati alla vita, al cielo, al sole, all’acqua, ai campi, agli animali, alle loro ombre e alle loro famiglie.
Il padre rimane molto impressionato dai sentimenti del figlio. Alla fine il figlio conclude
- Grazie per avermi insegnato quanto siamo poveri !
Ogni giorno, diventiamo sempre più poveri perché non osserviamo più la natura, che è l’opera grandiosa di Dio Visualizza altro

Un’estate fa

martedì, 25 giugno 2013

Oggi mi sento così mi sono guardata indietro di 5 anni…..mancavano poche ore…..e lo avrei salutato per sempre…..ieri erano 5 anni….ma come se fosse 5 di secoli…..e da allora sono cambiata moltissimo….in peggio o in meglio non saprei dirlo…..sono successe tante cose in questo arco di tempo…..brutte,belle….mi sono servite tutte……non sarà mai come prima…..le cose cambiano e continueranno a cambiare fino a quando ci sarà una fine.

Il bambino e la montagna

domenica, 23 giugno 2013

a>Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne…All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :“AAAhhhhhhhhhhh!!!”Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu?”E ricevette la risposta: “Chi sei tu?”Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”E la voce rispose: “Io ti sento! Chi sei?”Infuriato da quella risposta egli urlò: “Codardo”E ricevette la risposta: “Codardo!”Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: “Papà, che succede?”Il padre gli sorrise e rispose:”Figlio mio, ora stai attento:”E dopo l’uomo gridò: “Tu sei un campione!”La voce rispose: “Tu sei un campione!”Il figlio era sorpreso ma non capiva.Allora il padre gli spiegò: “La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA.La Vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai.La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni.Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore;Se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo.Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa.La nostra Vita non è un insieme di coincidenze, è lo specchio di noi stessi.

sabato, 22 giugno 2013

Così scrive una tredicenne nel suo diario personale

venerdì, 21 giugno 2013

Così scrive una tredicenne nel suo diario personale.Il mio papà dice che sono enormemente magnifica.
Io mi chiedo se lo sono davvero.
Per essere enormemente magnifica…
… Sara dice che bisogna avere bellissimi, lunghi capelli ricci come i suoi.
… Io non li ho.
Per essere enormemente magnifica…
Gianni dice che bisogna avere denti bianchi e perfettamente dritti come i suoi.
Io non li ho.
Per essere enormemente magnifica…
Jessica dice che non devi avere quelle piccole macchie marroni sulla faccia che si chiamano lentiggini.
Io le ho.
Per essere enormemente magnifica…
Marco dice che bisogna essere la più intelligente della classe.
Io non lo sono.
Per essere enormemente magnifica…
Stefano dice che bisogna saper dire le battute più buffe della scuola.
Io non lo so fare.
Per essere enormemente magnifica…
Laura dice che bisogna vivere nel quartiere più carino della città e nella casa più graziosa.
Io non lo faccio.
Per essere enormemente magnifica…
Mattia dice che bisogna indossare solo i vestiti più carini e le scarpe più alla moda.
Io non li indosso.
Per essere enormemente magnifica…
Samantha dice che bisogna provenire da una famiglia perfetta.
Non è il mio caso.
Ma ogni sera, quand’è ora di dormire, papà mi abbraccia forte e dice:
«Tu sei enormemente magnifica e io ti voglio bene!».
Papà deve sapere qualcosa che i miei amici non sanno….

Anche Dio, in ogni istante, ti abbraccia forte e dice
“Tu sei enormemente magnifica/o e io ti voglio bene!”..
Dio deve sapere qualcosa di te che gli altri non sanno.

Bimbo in moto!!!!!!!

giovedì, 20 giugno 2013

Permette un ballo?

sabato, 15 giugno 2013