Archivio di agosto 2013

Maria Teresa di Calcutta

sabato, 31 agosto 2013

I figli sono come gli aquiloni,
gli insegnerai a volare ma
non voleranno il tuo volo:
gli insegnerai a sognare ma
non sogneranno il tuo sogno;
gli insegnerai a vivere ma
non vivranno la tua vita.
Ma in ogni volo,in ogni
sogno e in ogni vita rimarrà
per sempre l’impronta
dell’insegnamento ricevuto.
DONNA:Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,i giorni si
trasformano in anni,perciò che è importante
non cambia;la tua forza e la tua convinzione non
hanno età.Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela
di ragno.Dietro ogni linea di arrivo c’è una
linea di partenza,dietro ogni successo c’è
un’altra delusione,fino a quando sei viva
sentiti viva.Se ti manca ciò che facevi torna
a farlo.Non vivere di foto ingiallite.
Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro
che c’è in te.Fai in modo che invece di compassione
ti portino rispetto,quando a causa degli anni non
potrai correre,cammina veloce.Quando non potrai
camminare veloce,cammina,quando non potrai
camminare usa il bastone,però non trattenerti mai.

^_^

giovedì, 29 agosto 2013

mercoledì, 28 agosto 2013

Ridiamoci su

lunedì, 26 agosto 2013

Venerdi 23 agosto il famiglia

sabato, 24 agosto 2013

Ed ecco che pian piano le cose sembrano
tornare al loro posto.Agosto ormai
se ne sta andando,dando posto a mese di settembre.Le vacanze sono quasi
finite e il rientro
man mano lascia il posto alla solita “routine”.Ieri ho passato infatti un venerdi diverso dal solito:è venuta a
pranzo da me la mia nipotona quasi diciasettenne
e dopo aver pranzato invece di parlare come
avevamo concordato ci siamo entrambe
straiate sul letto e ci siamo letteralmente
addormentate…come se avessimo avuto
un sonno arretrato di molte ore.E se ne è andata prima di cena alla volta di Benevento per farsi un fine settimana con i nonni paterni.

Il mio nome

giovedì, 22 agosto 2013

Domenica di mezza estate in famiglia

lunedì, 19 agosto 2013


In queste ultime ore ci sono stati
i cosidetti “ARRIVI & PARTENZE” divisi
fra i miei familiari.Sabato mio cugino
è tornato da una settimana di mare
con gli amici mentre gli altri due fratelli
partivano ieri,insomma una “via vai”.
Ma il rientro più importante è stato quello
di sabato quando la mia nipotona sedicenne
è tornata dal viaggio-studio di 15 giorni a
Parigi.Sono venuti per cena e ci siamo mangiati
un gelato e bevuto un pò di coca-cola.Se ne sono
andati tardi.E’stata una bella serata.

Il calore di Dio e le sue braccia aperte

sabato, 17 agosto 2013

Si racconta che due amici facoltosi, visitano una gioielleria e dopo aver visto dei diamanti e pietre preziose, l’uno dei due, mostra all’altro una strana pietra senza luce poi gli dice:
“Io non vedo alcuna bellezza in questa pietra”.
Il suo amico esperto in pietre preziose, la prende nella mano, la tiene al caldo qualche minuto riscaldandola e quando la mostra all’amico, con sorpresa, tutta la superficie della pietra risplendeva dei colori bellissimi dell’arcobaleno.
“Com’è possibile questo?” chiese.
“Questa è una pietra chiamata « opale» e questa pietra , ha bisogno del calore della mano, per sprigionare tutta la sua bellezza”.

Vendetta femminile

venerdì, 16 agosto 2013

La storia di Napoli

sabato, 10 agosto 2013

La città di Napoli,ricca di storia e di tradizione,domina
l’omonimo golfo ed è circondata dal luogi meravigliosi
quali il Vesuvio,la Penisola Sorrentina,le isole di Capri,
Ischia e Procida,i Campi Flegrei.Posta al centro del
Mediterraneo,ha sempre svolto un ruolo fondamentale di
collegamento tra culture diverse,ed ha visto nei secoli il
succedersi di fasi storiche diverse che hanno lasciato il
segno sia nell’architettura della città che nelle
tradizioni e nell’indole del popolo napoletano.Capoluogo
della Campania e “capitale”del Mezzogiorno d’Italia,
Napoli oggi copre una superficie di 117 km quadrati con una popolazione,nella sola città di oltre un milione di abitanti.
Le antichissime origini di Napoli affondano nella leggenda,
o meglio in una serie di leggende.Al centro di tutte
c’è la sirena Partenope che affranta per l’astuzia di Ulisse sfuggito al potere del canto delle sirene,si sarebbe
suicidata e il suo corpo sarebbe andato alla deriva fino a incagliarsi sugli scogli dell’isoletta di Megaride dove oggi
sorge il Castel dell’Ovo.Secondo una versione meno
leggendaria,Partenope sarebbe stata invece una bellissima
fanciulla,figlia di un condottiero greco Emuleo Falevo partito
alla volta della costa campana,per fondarvi una colonia,
ma una tempesta colpì la nave,provocando la morte di
Partenope,in tributo alla quale fu dato il nome della
nascente città.Dalle informazioni storiche in effetti si sa
che coloni greci si insediarono dapprima nell’isola di Ischia
(IX secolo A.C.)per trasferirsi poi a Cuma e solo nel VI secolo A.C. fondare la città di Partenope sull’isola di Megaride.Si trattava più che altro di uno scalo commerciale per mantenere i contatti con la madre patria,che in un secondo momento si espanse sul vicino Monte Echia
(Pizzofalcone)assumendo la struttura di un piccolo centro urbano.La fondazione della città di Napoli risale a tempi
remoti,cosicchè non è possibile stabilire la data del primo insediamento.E’certo comunque che già prima della fondazione,tutto il litorale era stato colonizzato da genti
greche provenienti dall’Eubea e dalla Calcidia.Essi fondarono la città di Cuma e da qui partirono alla volta
dell’attuale colle di Pizzofalcone,dove fondarono il primo
nucleo della città di Napoli.Esso prese il nome di
Partenope,che nella tradizione fu associato a quello di una
sirena che avrebbe avuto la sua dimora nelle acque del golfo.Tale sito fu poi distrutto e così intorno al 470 A.C.,fu
ricostruita la nuova città,che fu detta Neapolis,per distinguerla da quella vecchia:essa sorse ad oriente dell’area di fondazione della prima città.Neapolis,fu
costruita secondo quello che in seguito è stato definito
“sistema ippodameo”perchè creato dall’architetto greco,vissuto nel V secolo A.C. Ippodamo di Mileto.
Codesto sistema consiste in una rete di tre grandi strade
parallele dette successivamente,con vocabolo latino
“decumani”intersecate ad angolo retto da altre vie
più strette dette “cardini”.Presenti nell’attuale struttura
urbanistica del centro antico di Napoli i tre “decumani”
sono le vie dell’ Anticaglia (decumano superiore),dei
Tribunali(decumano centrale)e San Biagio dei Librai
(decumano inferiore)Nel 340 A.C. i romani iniziarono la
conquista del territorio campanio e nel 328 A.C. scoppiò
la guerra fra Napoli e Roma.Ben presto la città fu
conquistata dai romani che però concessero agli sconfitti
alcuni privilegi come l’uso della lingua greca e la conservazione delle antiche magistrature.La città divenne poi municipio romano e fu in questo periodo che l’aristocrazia romana inziò a frequentare il golfo,costruendo
splendide dimore,sia a Neapolis, che in tutta la zona dei
Campi Flegrei.Caduto l’impero romano d’Occidente l’imperatore d’oriente Giustiniano,inviò a Napoli il suo generale Bellisario per conquistarla,ma egli trovò un’accanita resistenza da parte dei napoletani.Stava quasi per abbondare l’impresa quando alcune spie gli indicarono una via di ingresso attraverso una antico acquedotto solo così fu possibile per gli assedianti penetrare nella città.
Successivamente la città fu conquistata dai Goti e poi di nuovo dai bizantini.Durante il dominio di questi ultimi furono costruiti in città numerosissimi monasteri ed ebbe cosi il definitivo sviluppo la religiose cristiana.Nel 581 e nel 592 fu la volta dei Longobardi,che assediarono Napoli, successivamente la città si ribellò all’imperatore dandosi un governo autonomo ma bel presto Bisanzio ripristinò l’ordine.Infine nel 661 l’imperatore nominò Basilio duca e
e fu l’inizio di una certa autonomia della città.
Napoli crebbe di importanza;nel 773 il duca Stefano II,
riconoscendo l’autorità del papa a discapito di quella
dell’imperatore fu nominato vecovo.Da quel momento pur restando formalmente soggetto all’imperatore,il ducato divenne indipendente.In questi anni va ricordata la sconfitta dei saraceni ad opera della flotta napoletana guidata da Cesario,figlio del duca Sergio IV,nell’843 cosi come nell’849 quando vincendo ad Ostia,si evitò il saccheggio di Roma.Lo
sviluppo dei commerci dell’arte e della cultura fu costante nel periodo ducale però il nuovo attacco dei Longobardi nel 1027, costrinse alla fuga il duca Sergio IV.Nel 1077 vi fu la
comparsa sulla scena dei Normanni:essi avevano già conquistato Salerno, e solo Napoli resistette riuscendo a rimanere indipendente.Nel 1130 Ruggiero II fu incoronato re a Palermo,nel 1134 a capo di una potente flotta strinse d’assedio la città conquistando.Successivamente il popolo
napoletano tentò di costruire una repubblica con l’aiuto del papa Innocenzo II,ma quando nel 1139 i normanni sconfissero il papa anche Napoli dovette arrendersi a Ruggiero.Il nuovo re fu molto generono con la città conquistata;favorì i nobili e i cavalieri e diede un grande sviluppo alle arti e alla cultura cosi come i commerci.
Alla sua morte gli successe il figlio Guglielmo I detto
Il Malo in quanto avaro,egli regnò dal 1154 al 1176,durante il suo regno vi furono contrasti con il papa che si alleò con Federico Barbarossa.Fu poi la volta di Gugliemo II egli regnò dal 1176 al 1189 morendo in giovane età senza lasciare eredi,salì cosi al trono suo nipote Tancredi regnando dal 1190 al 1194.Nel 1191 Enrico IV figlio di Federico Barbarossa cercò di impadronirsi del regno,non riuscendoci.Dopo la morte di Tancredi salì al trono Gulielmo III nel nel 1195 dovette cedere il trono all’imperatore Enrico IV.Quando nel 1197 l’imperatore morì gli successe il figlio Federico II,quest’ultimo però potette entrare in città solo nel 1220.Fu un uomo estremamente colto che accolse alla sua corte letterati,poeti,artisti e fondò l’Università di Napoli.Alla sua morte nel 1250 gli successe il figlio Corrado,ma dopo quattro anni morì lasciando come erede il figlioletto Corradino,però Manfredi,figlio naturale di Federico II e reggente del regno in nome del fratellastro
Corradino,si fece incoronare a Palermo re di Sicilia nel 1258.Egli fu grandemente contrastato da papa Urbano IV che avviò trattative per affidare a Carlo I d’Angiò la conquista del regno di Sicilia.Il principe angioino,giunto in
Italia,sconfisse Manfredi nel 1226 a Benevento,e scelse Napoli come sua capitale e protesse anch’egli letterati e artisti.Un anno dopo la sconfitta di Benevento,dalla
Germania scese in Italia Corradino per riappropiarsi
del regno,egli però venne sconfitto da Carlo d’Angiò
a Tagliacozzo nel 1268 e fu fatto decapitare. A Carlo I
successe il figlio di Carlo II che regnò dal 1285 al
1309 fu poi la volta di Roberto detto il saggio che regnò fino al 1343.Anche questo soprano fu amante delle arti e delle
lettere e raccolse una ricchissima biblioteca,egli ebbe solo
un figlio maschio Carlo il quale morì lasciando due figliolette.Fu così che alla morte di re Roberto a questi successe sul trono nel 1343 la nipota Giovanna.Essa
fu coinvolta in una congiura di palazzo che nel 1345 costò la vita a suo marito Andrea fratello del re d’Ungheria Luigi I
il Grande.La congiura fu capeggiata da Luigi di Taranto
che poco dopo spoesrà la vedova Giovanna cercando poi di
fronteggiare Luigi I che aveva intanto occupato il regno per vendicare il fratello.Conclusa la guerra la regina Giovanna rimase di nuovo vedova e sposò in terze nozze Giacomo III d’ Aragona-Maiorca.Alla morte di ques’ultimo si sposò con Ottone di Brunswick.Non avendo discendenti diretti Giovanna designò come erede Carlo di Durazzo figlio di un cugino per poi ripensarci e designare successivamente Luigi d’Angiò.Carlo di Durazzo nel 1381 si impadronì del regno facendo eliminare la zia.Nel 1386, dopo essersi recato in Ungheria per farsi incoronare re,Carlo di Durazzo fu avvelenato.A questo punto la vedova di Carlo,Margherita
di Durazzo,dovette fronteggiare una situazione difficilissima con Luigi d’Angiò che accampava diritti sul regno essa cedette ne 1393 il trono al figlio Ladislao il quale dopo alterne vicende riuscì addirittura ad occpuare Roma.Ciò,però suscitò la preoccupazione di Firenze che chiamò in aiuto LuigiII d’Angiò che sconfisse Ladislao le 1411.La lotta sarebbe contiunata ma nel 1414 Ladislao moriva.Gli succedeva così la sorella Giovanna II che anch’essa senza eredi prima adottò Alfonso V d’Aragona,e
successivamente nominò suo successore Renato d’Angiò, alla morte della regina quest’ultimo fu proclamato re.

Alfonso d’Aragona, però, non aveva rinunciato alle pretese sul regno e assediò Napoli, penetrandovi, infine, nel 1442. Fu l’avvento della nuova dinastia aragonese. Egli fece il suo ingresso trionfale in città nel 1443, e si dimostrò da subito amante delle arti, dei letterati e mecenate. Egli favorì lo sviluppo di una accademia umanistica che, in suo onore, fu detta Alfonsina e, successivamente, Pontaniana.

Alla morte di Alfonso, nel 1458, gli successe il figlio illegittimo, poi legittimato da papa Callisto III, Ferdinando I o anche Ferrante. Egli fu inflessibile nei confronti del potere della nobiltà, che cercò in tutti i modi di combattere. Soffocò nel sangue, nel 1485, la cosiddetta Congiura dei Baroni, mandando a morte tutti i congiurati.

Nel 1494 a Ferrante successe Alfonso II, ma alla discesa in Italia delle truppe di CarloVIII di Francia, egli abbandonò il regno, rinunciando al trono in favore del figlio Ferdinando II detto Ferrandino. Questi tentò di opporsi all’invasione francese, ma dovette fuggire. Riuscì a rientrare in città pochi mesi più tardi, ma, a meno di un anno da questo evento, morì senza eredi. Il regno passò a suo zio Federico, ma questi non poté nulla contro francesi e spagnoli che si contendevano le sorti del regno. Così, mentre Federico si consegnava nelle mani dei francesi, gli spagnoli, guidati dal generale Consalvo di Cordoba, entravano a Napoli: era l’inizio di due secoli di dominazione spagnola sulla città.

Il regno fu governato da viceré. Tra i tanti ricordiamo don Pedro Alvarez de Toledo, che promosse lo sviluppo urbanistico della città, con la creazione della grande strada che, ancora oggi, porta il suo nome. Così come il conte di Lemos don Ferrante Ruiz de Castro y Andrada, che fece edificare il Palazzo Reale.

Nel 1700, alla morte di Carlo II di Spagna, vi fu una lotta per la successione al trono tra Filippo V e l’imperatore Leopoldo d’Austria, alla fine fu instaurato a Napoli un viceregno austriaco, che durò dal 1707 al 1734.

Alla fine Carlo di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese decise di conquistare l’Italia meridionale e nel 1734 sconfisse gli austriaci, instaurando, nuovamente, un regno indipendente. Egli diede un notevole impulso alla vita del regno e della sua capitale. Fece realizzare la Reggia di Capodimonte e quella di Caserta, il Teatro San Carlo e l’Albergo dei Poveri, nonché la famosa Fabbrica di Porcellane di Capodimonte.

Alla morte, nel 1759, del fratellastro Ferdinando VI, re di Spagna, che non lasciò eredi, gli succedette sul trono.

Sul trono di Napoli salì il piccolo Ferdinando IV, che governò, data la giovane età, per mezzo di un consiglio di reggenza. Quando, nel 1798, attaccò i francesi, che avevano occupato Roma, questi occuparono Napoli, costringendolo a rifugiarsi in Sicilia.

Fu così proclamata la Repubblica Partenopea. Ben presto, però, venne a mancare l’appoggio della Francia, impegnata nella campagna d’Egitto con Napoleone. Gli inglesi sbarcarono a Napoli e fu una spietata repressione: furono giustiziati l’ammiraglio Caracciolo, Eleonora Pimentel Fonseca e tanti altri fautori della Repubblica.

Rientrato a Napoli, Ferdinando IV dovette, dopo poco, fuggire nuovamente in Sicilia. Napoleone, infatti, poneva sul trono del regno di Napoli, in un primo tempo, il fratello Giuseppe Bonaparte e, nel 1808, il cognato Gioacchino Murat. Solo dopo il Congresso di Vienna Ferdinando IV, che dal 1816 diventava Ferdinando I dello stato che assumeva la nuova denominazione di Regno delle Due Sicilie, poteva rientrare a Napoli.

Francesco I, figlio di Ferdinando I, divenne re nel 1820, a lui successe, nel 1830, il figlio Ferdinando II, che, dopo aver promosso un certo rinnovamento del regno, subì una svolta reazionaria. Gli anni del suo regno videro moti e repressione e prepararono la fine dello stato borbonico. Infatti, alla sua morte, nel 1859, gli successe il figlio Francesco II, che, nel 1860, davanti all’avanzata dei garibaldini, pur di evitare sofferenze alla sua tanto amata capitale, rinunciò alla resistenza e abbandonò Napoli.

Il 7 settembre 1860 Garibaldi entrava a Napoli, i plebisciti del 21 e 22 ottobre 1860 stabilivano l’unione di Napoli e della Sicilia all’Italia.