Archivio di gennaio 2014

Sciarpa da donna fatta da me all’uncinetto

venerdì, 31 gennaio 2014

Preghiera spazientosa.

lunedì, 27 gennaio 2014

Ridiamoci su

sabato, 25 gennaio 2014

Convivenza forzata con il terremoto

giovedì, 23 gennaio 2014

A parte che dopo il tragico terremoto dell’ Irpina del 1980
che all’epoca arrivò fino a Napoli,con il bradisismo dei Campi Flegrei qualche anno dopo,per molto tempo in Campania non abbiamo avuto molti problemi.Abbiamo si
avvertito sia quello del Molise nel 2002 sia quello dell’
Aquila nel 2009,ma in quest’ultimo mese siamo
costantemente costretti a convivere di nuovo con il
terremoto.Il Matese ogni tanto con delle scossette di
intensità tale da essere avvertite dalla popolazione
e da ieri sera si è messo pure a “ballare”il Cilento.
Spero solo che finisca questa convivenza forzata.
La paura c’è ed è pure tanta.Che Dio ci protegga.

Scossa di terremoto avvertita a Napoli

lunedì, 20 gennaio 2014

Se il buongiorno si vede dal mattino…
Ennesima paura alle ore 8:12 scossa avvertita anche a Napoli.
Epicentro stessa zona del Matese la stessa del 29 dicembre scorso.

Aneddoto su Totò

sabato, 18 gennaio 2014

Ogni mattina Totò,appena uscito di casa,distribuiva ai poveri

diecimila lire in biglietti da mille lire ciascuno.Si sparse la voce nel

quartiere tanto che i mendicanti arrivavano sotto casa prima che il

Principe uscisse con la speranza di essere i primi della coda.

Andò a finire che gli inquilini scocciati dal viavai dei mendicanti,

aggiungessero un nuovo articolo al regolamento del condominio:

era fatto l’obbligo al custode di tenere lontani dal palazzo tutti

gli importuni. Totò soffrì tantissimo per quella clausola che lui

giudicava ingiusta e il giorno in cui andò in vigore,porse le

diecimila lire al sua autista:

“Prendile tu io non so iniziare la giornata senza prima aver

regalato qualche soldo”

Vita da disabile.

venerdì, 17 gennaio 2014

Sono una mamma e una maestra di scuola primaria e quest’anno sono stata nominata sul sostegno di una bambina grave,gravissima e bellissima.Bene:appena arrivo in classe la maestra prevalente mi avverte:”Stai attenta alla madre che cercherà in tutti i modi di tirarti dentro alla sua sofferenza e poi è un pò fissata con il fatto che la figlia può fare tutto,capisce tutto ecc ecc”ed io sto zitta.Mi dice che dobbiamo andare a visitare un posto con la classe e che la mamma si è “fissata”con il fatto che debba andarci anche la figlia,sto zitta ancora e intanto incrocio gli occhi della bimba che sono quelli della mia e dentro di me le parlo e le dico:”Stai tranquilla ti ci porto io”e lei sorride bellissima.Nessuna maestra però che ormai è con lei da tre anni mi dice quali siano le sue competenze o no,la diagnosi funzionale è troppo generica.Usciamo e inizia la visita guidata.
La bimba con la sedia a rotelle cerca di spingersi in avanti per guardare i quadri e i dipindi e le tele ma la maestra di classe mi dice di tirarla indietro perchè leva il posto e la visuale a chi “capisce”.
Resisto e faccio come se non avessi sentito,la porto ovunque e le spiego mentre la maestra mi guarda di sbieco.Torniamo in classe e mentre tutto il gruppo classe relazione sull’uscita lei non ha compito,un libro,niente e io sono al primo giorno e non ho preparato niente.Poco male mi organizzo la coinvolgo e chiedo alla sua compagna di banco,una bimba carinissima di farci sbirciare sul libro lei ci prova ma poi dice che non ha tempo e deve lavorare con gli altri.All’ora della merenda mentre tutti gli altri in gruppo e lei da sola.Cambio il pannolino da panico:i bidelli fanno a gare per non venire,la cambio io è un’ora che sta con la cacca.Parlo con la maestra dell’anno scorso che mi scarica addosso una serie di cattiverie sulla madre,sulla famiglia e sul fatto che non si può lavorare con un handicap così grave.Le chiedo se ha mai usato la CAA o la tecnologia e mi dice che loro del sostegno vengono da una laurea e che hanno sostenuto esami troppo generici per poter sapere tutto.Resisto ancora.Intanto sono completamente innamorata di questa bambina in lei c’è la mia e la sofferenza della madre,le risposte le ho da lei.Uno scricchiolo accartocciato su se stesso che indica in modo corretto tutte le lettere,i colori,le forme,i numeri rispondendo esattamente a tutte le mie domande con gridolini che capisco e interpreto bene.Le ho dato mille baci e lei mi ha fatto mille carezze.Alla fine della giornata saluto la maestra di classe che mi dice:”Comunque sei molto portata se avevamo bisogno”Mi giro e sulla porta dico:”Corro a casa c’è mia figlia completamente disabile che mi aspetta!”Gelo totale.Oggi invece
sono arrivata con il mio IPAD e con l’aria di quella incavolata,loro le maestre ahnno cercare di recuperare mai io ho detto:”Sentite io sono una maestra di classe e supporto della classe,la bimba è di tutti ed è di tutta la claesse quindi o si programma insieme o sono cavoli amari.Se vedeste quello che vedo io in lei,se vedeste dentro questo corpo che non risponde una bimba come le altre desiderosa di scorpire,di sapere,di giocare,di interargire allora questa classe sarebbe migliore,voi sareste delle persone migliori e il mondo sarebbe una favola”La mia bimba si è dievertita un modo con le applicazione APP tutti i bimbi erano dietro di lei a cercare di capire cosa stesse usando,go fatto un piccolo gruppo ricreativo e fuori dal banco ha potuto pure far merenda con gli altri bimbi,le ho portato un libro di favole e le ho detto a un orecchio di leggerlo quando non ci sono cosi si sente meno sola.Ha diciotto ore e quando è senza di me è sola a guardare il nulla.Ora sono a casa e guardo mia figlia e spero e prego che lei possa sopravvivere alle cattiverie e all’ignoranza della gente.
UNA MAESTRA E UNA MAMMA
(dal blog della maestra Titty)

Mò te lo spiego chi è Marco
“Ma papà Marco sbatte sempre le costruzioni sul tavolo!”
“E la maestra cosa gli dice?”
“Che non si fa!”
“Ma si arrabbia perché non riesce a costruire le cose?”
“No non si arrabbia ma è nervoso!”
“Ma tu giochi con lui?”
“Uffa ma Marco non sa giocare!”
“Bene e allora perchè non gli fai vedere come si
costruisce un garage,o la torre dei pirati
come facciamo noi?”
“Ma lui non sa pallare!”
“Neanche tu non sai pallare bene,si dce parlare,vedi?
Diciamo che Marco parla in altro modo,quasi come
parliamo noi,ma tu devi imparare la sua lingua!”
“Ma quello grida!”
“Ascolta bene,non grida,forse ti sta chiamando!”
“E’vero pure la maestra lo dice!”
“Per cui quando credi che ti stia chiamando girsti verso di lui e chiedigli cosa vuole.”
“Papà ma Marco ha sempre la lingua da fuori?”
“E questa cosa ti fa paura?”
“Si!”
“Guardati un pò allo specchio,li vedi i tuoi capelli
da pazzo?Sicuramente c’è qualche bambinoche quando ti vede ha paura:ognuno di noi ha delle cose belle
e brutte,alcune fanno paura altre no!”
“E’vero Fabrizio porta sempre a scuola dei mostri
che ci fanno paura”
“Ma a te piace giocare con Fabrizio?”
“Si,si”
“Allora Fabrizio non ti fa paura?”
“Papà ma Marco rompe sempre i giochi!”
“Perchè tuo fratello no?Se voi lo escludete lui un
pò si innervosisce!”
“Ma lui non sa giocare”
“E no!Sei tu che non sai giocare come lui.Marco gioca
in un altro modo,prova a fare come fa lui”
“Ma lui sta sempre a terra”
“Benedetto figlio,ma ora vuoi fare il preciso con me?
Se a casa stai sempre a terra e fai scivolate in
continuazione,mi vuoi dire che a scuola non le fai mai?”
“La maestra non vuole”
“Invece io si,lasciamo stare.Però facciamo una cosa,
domani chiediamo alla maestra se una volta alla settimana si può giocare tutti sdraiati a terra come fa Marco”
“Lo facciamo,l’altra volta la maestra ci ha fatto giocare
sempre a terra”
“Brava la maestra e come mai?”
“Booh”
“Diciamo che una volta si gioca come gioca Marco”
“Papà,ma lo posso toccare?”
“A te ti possono toccare?”
“Si,ma a volte no.”
“Bene,pure per Marco è lo stesso,devi cercare di
capire quando è il momento e quando no.Se però
lui grida non ti spaventare perchè forse non hai capito che era il giorno in cui non potevi toccarlo”
“Io voglio bene a Marco”
“Perchè non dovresti volerne?Amore mio Marco ti
farà diventare un grande uomo perchè ti insegnerà un’altra lingua,un altro modo di guardare,un altro modo di giocare.Pensa che tutti i bambini che non incontreranno Marco non potranno imparare queste cose e saranno meno fortunati”
“Pure la mamma di Marco è fortunata?”
“Tutte le mamme e i papà sono fortunati ad avere
dei figli come voi!”
“E perchè la mamma di Marco a scuola pallava con la
maestra e poi piangeva?Perchè piangeva?”
“Non lo so,ma tu sei sicuro che erano lacrime?”
“No scherzo,stava ridendo in un altro modo.
Diversamente”
(Francesco Uccello)

^_^

giovedì, 16 gennaio 2014

Nuovi lavoretti all’uncinetto e a ricamo fatti da me (NUOVA COLLEZIONE)

domenica, 12 gennaio 2014

Buon 2014

mercoledì, 1 gennaio 2014