Archivio di aprile 2014

Amore vero.

mercoledì, 30 aprile 2014

Un ragazzo regala alla sua fidanzata una bambola,lei si innervosisce e butta la bambola in strada.Il fidanzato le dice:”Ma perchè hai buttato la bambola?”Lei risponde:”Perchè non mi piace il tuo regalo!”Così lui va in strada e prende la bambola quando all’improvviso una macchina lo investe e muore.Il giorno dei funerali,in lacrime la fidanzata prende la bambola e la stringe forte a se e mentre stringe la bambola questa dice:”Mi vuoi sposare?”La ragazza impaurita fa cadere la bambola.Cadendo dalla tasca escono due fedi.
La morale di questa storia: Ama ciò che hai prima che la vita ti insegni ad amare ciò che hai perso.(ANONIMO)

Pane per i frati

lunedì, 28 aprile 2014

San Domenico incaricò due frati di andare in città per la questua.I due andarono ma non trovarono che un solo pezzo di pane.Durante il ritorno incontrarono un uomo che chiese l’elemosina.I frati gli consegnarono il pezzo di pane scusandosi di non avere altro da offrirgli.Una volta arrivati in convento i due raccontarono l’accaduto a San Domenico che dopo aver ascoltato, all’ora consueta, convocò i confratelli per la cena.Dopo la preghiera apparvero due Angeli bellissimi che portarono dei cesti di pane profumato.Iniziarono a distribuirlo a tutti i frati e per ultimo a San Domenico,dopodichè si concedarono e scomparvero.(Frate Indovino)

Storia di una marionetta

domenica, 27 aprile 2014

Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso,ma penserei a tutto ciò che dico.Valuterei le cose,non per il loro valore,ma per ciò che significano.Dormirei poco,sognerei di più essendo cosciente che ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi,perdiamo sessanta secondi di luce.Andrei avanti quando gli altri si ritirano,mi sveglierei quando gli altri dormono.Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al cioccolato.Se Dio mi desse un pezzo di vita,mi vestirei in modo semplice e prima di tutto butterei me stesso in fronte al sole,mettendo a nudo non solo il mio corpo ma anche la mia anima.
Dio mio sei avessi un cuore,scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole.Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offirei alla luna.Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali.Dio mio se avessi un pezzo di vita,non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo,che le amo.Direi ad ogni uomo ed a ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi.Ai bambini darei le ali,ma lascerei che imparasse a volare da solo.Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia,ma con la dimenticanza.Ho imparatom cosi tanto da voi Uomini.Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna,senza sapere che la vera montagna sta nel come questa montagna è stata scalata.Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno,l’ha catturato per sempre.Ho imparato che un uomo ha diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.Da voi ho imparato cosi tante cose,ma in realtà non saranno granchè utili,perchè quando mi metteranno in questa valigia,starò putroppo per morire.Dì sempre ciò che senti e fà ciò che pensi.Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti,ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta,ti abbraccerei,ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce,registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare un più volte ancora.Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo direi TI AMO e non darei scioccamente per scontanto che già lo sai.Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare semprele cose bene,ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane mi piacerebbe dirti quanto ti amo che mai ti dimenticherò.Il domani non è assicurato per nessuno giovane o vecchio.Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami,perciò non aspettare oltre,fallo oggi,perchè se il domani non arrivasse,sicuramente compiangeresti il giorno in cui non hai avuto tempo per un sorriso,un abbraccio,un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.Tieni chi ami vicino a te,digli quanto bisogno hai di loro,amali e trattali bene,trova il tempo per dire “mi spiace” “perdonami” “per favore” “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.Nessuno si ricorderà dei tuoi pensieri segreti.Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli.Dimostra ai tui amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.(ANONIMO)

Riassunto delle puntate precedenti

sabato, 26 aprile 2014

E siamo giunti alla fine di aprile Per me è stato un mese sereno dopo tantissime settimane di paure,di emozioni contrastanti.Aprile mi ha portato delle sorprese.Se la Santa Pasqua è passata normalmente in famiglia;con amici o parenti;la sopresa più grande è stato il mio compleanno.Esso ricorre il 24 ma è sempre stato festeggiato il giorno dopo che era festa.E anche quest’anno ho avuto una piccola grande sorpresa.Siccome ho un mio cugino carabiniere che lavora a Napoli,ma che abita a Pontecagnano in provincia di Salerno:il pomeriggio del 25 assieme alla moglie è venuta a trovarmi.La moglie ha sempre l’abitudine di avvertire il giorno prima che veniva:quindi lo sapevo.Ma la sorpesa più grande che lei mi ha portato una torta a forma di curicino fatta da lei e una collanina.Un pensiero molto gradito.Ho anche approfittato diciamo per dare gli auguri anche a mio cugino che il 29 compie gli anni,insomma abbiamo approfittato per festeggiare la Santa Pasqua appena trascorsa il mio e il suo compleanno. .Nel tardo pomeriggio sono andati via perchè dovevano tornarsene a Pontecagnano.Ma non sono restata sola per molto tempo perchè per l’ora di cena sono venuti mio fratello con la figlia e la moglie.e la mia dolce nipotina mi ha regalato una maglietta di Napoli Mania di colore blu con una scritta napoletana,la metterò quando farà più caldo perchè e a mezze maniche.Queste piccole cose sono le più belle,mi hanno fatto felice Ora non resta che salutare questo mese che si agginge a finire per aspettarne un altro sperando che maggio ci possa portare tante cose belle

Oggi è il mio compleanno

giovedì, 24 aprile 2014

Questo è il mio ristorante di famiglia

giovedì, 24 aprile 2014

mercoledì, 23 aprile 2014

12°Giovedi di Santa Rita domani ricorre anche il mio compleanno

mercoledì, 23 aprile 2014

Il culto a Santa Rita fiorisce nella Chiesa ancor prima della canonizzazione della Beata Rita da Cascia,molte guarigioni miracolose ottenute per sua intercessione ne facevano sempre più conoscere la figura straordinaria di donna di madre e religiosa.Al giorno d’oggi i festeggiamenti a S.Rita prendono il via a febbraio con i 15 Giovedì in onore della santa.La perla dell’Umbria nacque a Roccaporena, uno dei verdi castelli soggetti a Cascia, da un atto d’amore vissuto da Antonio LOTTI con sua moglie Amata, della quale s’ignora il cognome.Venne battezzata nella chiesa di Santa Maria della plebe. Le fu imposto il nome di Margherita, ma tutti la chiamarono Rita.Crebbe sotto le attente cure dei genitori, ma soprattutto del Signore. Il sereno ambiente familiare e religioso concorse a fomentare in Rita, fin dalla giovane età, la vocazione monacale. I genitori, però, poiché anziani, preferirono farla sposare, per averla vicino e poter avere in famiglia l’appoggio di un uomo.
Così, ella, per rispetto ed obbedienza, si unì in matrimonio con un giovane del luogo di nome Paolo, figlio di Ferdinando Mancini.
Rita era buona, umile, religiosa, caritatevole ed abituata a compiere serenamente il proprio dovere.Paolo, invece, era “un uomo feroce” che “atterriva nel parlare e spaventava nel conversare.”
Ma la giovane e amorevole moglie “con lui seppe talmente conversare che lo rese umile e timorato di Dio” tanto da creare “un’armonica convivenza familiare da tutti ammirata.” L’eroica Rita conduceva una vita semplice e laboriosa: educava cristianamente i figli, gemelli, Giangiacomo e Paolo Maria, si occupava con amore dei vecchi genitori, attendeva alla cura della casa e dell’orto, rasserenava e ristorava il coniuge al rientro da una giornata non sempre tranquilla.
Ma una sera… Era una sera del 1401, quando qualcuno bussò alla porta di casa annunciando che Paolo, tornando da Cascia, in prossimità dei Roccaporena, era stato assalito ed assassinato. Era disarmato. Non tentò neanche una minima difesa. Rese tutto più facile ai suoi assassini.
Rita accorse con i figli sul luogo del delitto. Ivi, superato il primo smarrimento, espresse cristianamente il suo perdono per coloro che si erano macchiati di tale delitto. Nonostante fosse afflitta per la grave perdita, esortò anche i suoi figli a perdonare coloro che li avevano privati del genitore.
Perdonare per realizzare la pace in quella terra travagliata dal desiderio di vendetta a catena. Perdonare per amore di Cristo. Perdonare per seguire l’insegnamento evangelico e darne umile testimonianza. Perdonare per interrompere la tradizionale vendetta a catena. Interruzione alimentata non più dall’odio, ma dall’amore evangelico.
Ad un anno dalla morte di Paolo, morirono anche i figli, l’uno dopo l’altro. Con loro morì anche l’eventuale desiderio di vendetta. Nel giro di un anno Rita perse tutta la sua famiglia, rimanendo sola. A 30 anni, ancora giovane e forte e capace di amare, sentì riemergere dal profondo del suo cuore la vocazione monacale. Pertanto, si recò a Cascia, dove bussò al monastero di Santa Maria Maddalena, chiedendo alla madre Badessa di essere ricevuta come monaca agostiniana, per vivere il Vangelo alla maniera del Santo Padre Agostino, con amore, umiltà ed amicizia.
Fu amorevolmente respinta dalla Badessa non tanto perché vedova, quanto perché il marito era stato appena assassinato: troppo recente era l’omicidio e, quindi, ancora vivo l’odio ed il desiderio di vendetta da parte dei familiari di Paolo.
Rita si adoperò con ogni mezzo per far rappacificare i parenti di Paolo con quelli dei suoi assassini. Pregò intensamente Colui che dona la pace. E la pace avvenne… Riuscì a farli incontrare prima davanti ai “ pacieri” e, poi, in chiesa, dove la fine delle ostilità venne suggellata con un abbraccio.
Successivamente Rita venne accolta nel monastero, dove visse per 40 anni. L’opera pacificatrice di Rita offrì un esempio che rimase profondamente impresso nella mente e nel cuore dei suoi contemporanei; esempio che ancora oggi è condiviso ed imitato da milioni di devoti della perla dell’ Umbria sparsi in tutto il mondo e che annualmente si recano a Cascia per venerarla nel suo primo Santuario edificato in suo onore, dove vengono accolti con familiarità dai Frati e dalle Monache agostiniani, confratelli e consorelle di Santa Rita, la Santa delle cose impossibili

Il 12°Giovedì di Santa Rita ricorre in concomitanza con il mio compleanno.Spero che questa piccola coincidenza faccia si che la mia adorata Santa Rita continui a proteggermi e a sostenermi nella gioia e nel dolore.Oggi più che mai ne ho bisogno.Santa Rita adorata aiutami tu.

Chi fa per se.

giovedì, 17 aprile 2014

11°Giovedì di Santa Rita

giovedì, 17 aprile 2014

Vita di Santa Rita.
Antonio Lotti e Amata Ferri coniugi dallo spirito veramente cristiano dopo fiduciose preghiere al Signore,nella loro tarda età hanno finalmente la certezza e la consolazione di avere una figlia.Nasce così Rita in Roccaporena fra le montagne della verde Umbria,dono eletto del cielo sovrabbondande e felice ricompensa delle orazioni e buone opere.Rigenerata appena nelle acque sacramentali del battesimo cominciarono a manifestarsi in Santa Rita i doni celesti.Con cura costante ed istancabile,crebbe dando giorno dopo giorno frutti abbondanti nella pratica elle virtù cristiane e nella ricerca solo di quanto più strettamente potesse unirla a Dio:ecco l’infanzia di Rita.Ma Rita rinunciando alla gioia di formarsi una famiglia,anela solo allo stato di verginità per essere santa di corpo e di spirito,ma la volontà dei genitori le ha preparato e scelto uno sposo e Rita dopo lunghe preghiere offre al Signore il sacrificio del suo pio desiderio accettando lo stato coniugale voluto dai parenti.Lo sposo di Rita d’indole aspra e collerica fa ricadere sulla dolce consorte le durezze della sua passione.Ma Rita già formata alla scuola di Cristo risponde all’asprezza con l’amore;placa le parole di collera con accenti di dolcezza ed usa ogni cura nell’adempiere i voleri del marito e nel prevenire i più piccoli desideri.La vita coniugale di Rita si chiude con il fosco dramma di sangue:il marito le viene ucciso da alcuni suoi nemici.In questa luttuosa congiuntura,Rita rivela tutta la sua virtù:straziata nel più intimo dell’animo sopporta senza ribellarsi l’aspro colpo perdona per amore di Dio gli uccisori del marito e domanda e ottiene la grazie che i suoi figli anelati a vendetta le siano tolti prima che la loro anima resti macchiata dal peccato.Rita decisa a darsi più assolutamente a Dio domanda per ben tre volte di essere ammessa tra le monache agostiniane di Cascia,ma queste non usano ammettere nel sacro recinto se non vergini le rifiutano l’ingresso.Ma l’aiuto divino interviene a coronare i suoi desideri.Pregando essa una notte si sente chiamare da una voce celeste e guidata dai suoi tre santi protettori:San Giovanni Battista,Sant’Agostino,San Nicola da Tolentino è miracolosamente introdotta nel Monastero con la sorpresa delle suore che commosse dal miracolo rendono grazie a Dio.Le virtù di Rita risplendono maggiormente dov’Ella si fa a tutte esempio perfetto di osservanza:umile e docile con le sorella,sottomessa in tutto alla volontà del Signore,Rita è l’espressione della regola.In lei è dato ammirare l’adempimento pieno e intero.La contemplazione dei dolori del Crocifisso e il desiderio ardente d’assaporare parte degli spasimi della passione sono per Rita continuo stimolo e cura.Ai piedi di Gesù trafitto sulla croce Ella lacrima e prega.Un giorno mentre più fervidamente è assorta nella contemplazione della passione di Cristo dalla corona di spine se ne stacca una e va a conficcarsi in fronte alla Santa producendovi una piaga dolorosa per la quale Rita si rende più strettamente unita al Crocifisso Signore.Rita tutta accesa dal desiderio di raccogliersi con suo Dio non prova maggiore diletto che nel silenzio e nella solitudine.Se la carità,l’ubbidienza la devozione la chiamano qualche volta a contatto con il mondo,Ella non nega d’abbandonare la sua celletta,ma appena libera ritorna al suo ritiro dove impara più a stimare i beni spirituali ed eterni.In tutta la vita di Santa Rita domina sovrano e incontrastato l’amore verso Dio.La carità è l’ispiratrice di ogni pensiero di ogni desiderio,di ogni palpito della nostra Santa e si manifesta nelle sue ardenti aspirazioni nelle lunghe continue preghiere nella meditazione istancabile della Divina Bontà.La vita di Santa Rita ci manifesta altresi una cura continua e vigilante di beneficiare con ogni mezzo gli uomini senza alcuna distinzione.Mentre Ella era nel secolo delle sue tenui sostanze donava con abbondanza ai poveri.L’amore del prossimo le fece perdonare generosa gli uccisori dle marito;spinta da carità si dava alla correzione dei vizi e per tutti aveva parole di ammonimento,di conforto e di efficace istruzione,anche nel chiostro Rita raddoppia la pratica di questa bellissima virtù verso le sue consorelle,in nulla risprmiando se stessa pur di giovare loro.La Santa di Cascia trascorre la sua vita in una continua penitenza.Le sue facoltà i sensi la mente la volontà tutto il corpo tutta l’anima sono dal LEI confitti alla Croce di Cristo.Appunto è la mortificazione che mantiene il profumo delle sue virtù e le fa conservare illibato il fiore eletto di ogni bene.In tutto il corso della sua vita Rita mostra tutto il suo disprezzo per i beni terreni.Ne diede prova luminosa nella vita del secolo ripetendo a se stessa di non essere fatta per la terra.ma per il Cielo.Più chiaro ne da dentrov il chiostro,rinunciando a ogni bene ed alla stessa facoltà di possedere non solo in realtà ma ancora nell’affetto.Il suo cuore non si attacca mai a bene terreno nessuno dei suoi sentimenti è mai legato ad alcun possesso.In Santa Rita si ammira in una successione non interrotta miracoli e grazie straordinarie.Il candido sciame d’api che entra ed esce dalla sua bocca in culla,il suo prodigioso ingresso in monastero,la spina che le ferì la fronte,il dono di guarigione con ci ricordano cha una minima parte delle grazie straordinarie.E il dono dei miracoli si mantiene sempre vivo e cresce dopo la sua morte.I secoli trascorsi non servono che a magnificarli di più a far cicorrere a LEI con viva fiducia e sempre più i popoli dalla fama dei prodigi sono mossi ad invocare l’eroina di Cascia come Santa degli Impossibili.Il 22 maggio 1447,dopo una malattia durante la quale Ella dà prova di eroica pazienza e di vivissimo desiderio di volare al Cielo, Rita muore.La soave pace della Santa è accompagnata da miracoli e il suo corpo pare ringiovanirsi e rivestirsi di quell’incorruttibilità onde il Signore l’ha conservato ai secoli e reso chiaro attestato dell’eccelsa santità che l’ha informato e che ora canta coi cittadini bealti le lodi perenni dell’Onnipotente.