Archivio di maggio 2014

L’importante è leggere

venerdì, 30 maggio 2014

L’ignoranza può essere:
NORMALE:Non capire niente
AGRICOLA:Non capire un cavolo
IDRAULICA:Non capire un tubo
SPORTIVA non capire una mazza
SESSUALE:Non capire un c@@@o

I miei ultimi lavoretti a ricamo

mercoledì, 28 maggio 2014

Storia di San Giovanni a Teduccio quartiere di Napoli(DAL WEB)

martedì, 27 maggio 2014

San Giovanni a Teduccio è un quartiere della periferia orientale di Napoli.Faceva parte della 20a circoscrizione divenuta,in occasione delle elezioni amministrative del 28-29 maggio 2006,la SESTA MUNICIPALITA’ insieme ai quartieri di Barra e Ponticelli.Pur non essendo molto vasto (2.35km2)ha circa 25.000 abitanti.Sul territorio è presente il “Laghetto Troisi” intitolato a Massimo Troisi,un piccolo bacino artificiale con ingresso principale da Viale 2 Giugno.
San Giovanni a Teduccio confina a nord con Barra,ad ovest con Poggioreale ad est con i comuni di San Giorgio a Cremano e Portici mentre al sud si affaccia sul Mar Tirreno.
Il toponimo del quartiere derica da diverse storie e separate tra loro.Secondo alcuni storici presso la contrada
Pazzigno vi era la villa di Theodocia figlia di Teodosio,il grande imperatore romano;infatti nel corso di alcuni scavi condotti nel rione Pazzigno fu scoperto un complesso architettonico di ètà tardo imperiale appartenente a Teodosia.In questo complesso fu trovata anche una pietra miliare,risalente forse al IV secolo D.C. che servita per segnare il quarto miglio da Napoli.Su questa pietra è riportata la scritta”DDDNNNASSS BALENTINIANO TIUDOSIO ER ARCADIO BONO REI PUCE NATE”Forse questa è solo leggenda,ma secondo alcuni studiosi nel 390 D.C. Theodocia innalzò nella sua villa una colonna in onore degli imperatori Valentiniano,di suo padre Teodocio e del figlio di quest’ultimo Arcadio.Intorno a questa colonna si sarebbero svolte grandi feste a cui erano solite partecipare le più importanti famiglie di Napoli e dintorni.Per la notorietà della villa,della colonna e dei festini ivi celebrati,con il tempo si prese l’abitudine di appellare tutta la zona “ad Theodociam”
facendo così riferimento alla villa di Theodocia,termine che con il tempo si sarebbe poi trasformato in Teduccio.Ora
quella colonna è custodita nella chiesa parrocchiale di
San Giovanni Battista.La tradizione poi racconta che nel VI sec. D.C. alcuni pescatori,venuti presso la spiaggia di Vigliena,nel ritirare la rete avvertirono un peso insolito.
Dopo molta fatica emerse dal fondo una statua di marmo raffigurante San Giovanni Battista.Gli uomini la deposero nella barca e si accinsero a vogare presso Pietra Bianca (Leuucopetra),ma giunti però all’altezza dov’è l’attuale parrocchia centrale,per quanto dessero di remi la barca stentava a muoversi.Tornati a riva la cedettero ad alcuni popolani che erano sulla spiaggia,i quali presi la statua,che ad essi sembrò leggerissima,la trasportarono verso terra,edificando poi un’edicola dedicata al santo,che iniziò ben presto oggetto di forte devozione.Da qui tutta la contrada,con il tempo prese il nome di San Giovanni a Theodocia,termine che con il passar del tempo e il susseguirsi di lingue e dialetti,divenne l’attuale
San Giovanni a Teduccio.La zona di San Giovanni a Teduccio è stata aggregata alla città di Napoli sotto il fascismo mentre fino al 1926 era un comune autonomo sorto sulla antiva Via delle Calabrie(S.S.18)E’stata anch’essa vittima della speculazione edilizia che si è avuta in citta a partire dal secondo dopoguerra,ma a differenza della maggior parte dei quartieri periferici di Napoli,ha conservato parte dei caratteri di paese,come testimonia la zona intorno alla chiesa Madre di San Giovanni.La zona è stata in passato sede della più importante industria conserviera del Mediterraneo,la Cirio e della prima industria ferroviaria d’Italia servendo la tratta Napoli-Portici con celebre Opificio di Pietrarsa.La fabbrica ha cessato le sue attività nel 1975 ma negli anni scuccessivi è stata trasofrmata in Museo Ferroviario.Lo sbocco occupazionale della fabbrica non è stato pienamente compensato da altre attività economiche ed infatti la disoccupazione è uno dei maggiori problemi del quartiere.Tuttavia il comune di Napoli avrebbe avviato una serie di progetti per la rivalutazione della zona come la costruzione di edifici per l’università Federico II e la riqualificazione del porto di Vigliena,ove tutt’ora si trova il celebre Forte di Vigliena ultimo baluardo della resistenza
nella rivoluzione Partenopena del 1799.Il sito,di grande interesse socio-politico-culturale putroppo è in uno stato di totale abbandono tanto che le istituzioni permettono di costruirci all’interno,difatti nel sito vi sono parecchi intetventi abusivi anche da parte di strutture sia pubbliche che private.
Personaggii llustri
Fabio Borriello calciatore
Marco Borriello calciatore
Antonio Juliano calciatore
Giovanni Mauriello storico cantante della
Nuova Compagnia di Canto Popolare
Antonio Scialoia economista e politico
Ciro Esposito attore
Francesco Di Leva attore
Luciano Caldore cantante e attore neo melodico
Silvana Fucito imprenditrice

Uno sguardo nell’anima

domenica, 25 maggio 2014

Un giorno la Luna disse al Sole:
“Ti amo”Il Sole arrossì e cosi nacque il tramonto.(Anonimo)
Scrivi.
Carta e penna fanno miracoli.
Curano i dolori,consolidano i sogni,restituiscono la speranza.
(Paulo Coehlo)

La BBC racconta Napoli

sabato, 24 maggio 2014

Buonanotte

venerdì, 23 maggio 2014

Oggi è Santa Rita

giovedì, 22 maggio 2014

mercoledì, 14 maggio 2014

Mi ha fatto la mia mamma

domenica, 11 maggio 2014

8 maggio Supplica alla Madonna di Pompei

giovedì, 8 maggio 2014


SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

(da recitarsi l’8 maggio e la prima domenica di ottobre a mezzogiorno)

I. – O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie.

Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.

Ave, o Maria…

II. – È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l’ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.

Ave, o Maria…

III. – Che vi costa, o Maria, l’esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all’inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria.
Voi siete l’Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli.
Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c’ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.

Ave, o Maria…

Chiediamo la benedizione a Maria.

Un’ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l’amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti.
Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società.

Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del vostro Santuario.
Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d’inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia; a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.

Salve Regina…

(vero testo della Supplica scritta dal beato Bartolo Longo)

NOVENA ALLA MADONNA DI POMPEI

(dal 29 aprile al 7 maggio)

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio , ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

1. O Vergine Immacolata, Regina del Rosario, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei. Da quel luogo dov’erano adorati idoli e demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi i tesori delle celesti misericordie. Da quel trono, o Vergine pietosa, rivolgi, o Madre, sopra di me gli occhi tuoi ed abbi pietà: ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati a me come a tanti altri vera Madre di misericordia: “Monstra te esse Matrem”; mentre con tutto il cuore Ti saluto e Ti invoco mia Sovrana e Regina.
Salve, o Regina…

2. Ai piedi del tuo trono, gloriosa Signora, l’anima mia Ti venera tra gemiti ed affanni… In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo, alzo confidente gli occhi a Te, che Ti sei degnata di eleggere per dimora le campagne di poveri e abbandonati contadini. Là Tu come Regina delle Vittorie levasti la tua voce potente per chiamare d’ogni parte d’Italia e del mondo i devoti tuoi figli ad erigerti un tempio. Muoviti a pietà: Tu che sei l’aiuto dei cristiani, liberami da queste tribolazioni in cui verso, Tu che sei la vita nostra, trionfa della morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli in cui si trova esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute.
Salve, o Regina…

3. Il sentire che tanti sono stati da Te beneficati perché ricorsi a Te con fede, rn’infonde coraggio d’invocarti a mio soccorso. Tu promettesti a San Domenico che chi vuole le grazie con il tuo Rosario le ottiene; ed io con il Rosario in mano Ti chiamo, o Madre, all’osservanza se. Tu stessa operi continui delle tue materne promesse. Tu stessa operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli ad onorarti nel tempio di Pompei. Tu vuoi tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Con il cuore sulle labbra con viva fede Ti chiamo e T’invoco: Madre mia, Madre cara, Madre bella, Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario di Pompei, non tardare ancora a stendermi la mano tua potente per salvarmi: il ritardo, mi porterebbe alla rovina.
Salve, o Regina…

4. A chi dovrò ricorrere, se non a Te che sei sollievo dei miserabili, conforto degli abbandonati, consolazione degli afflitti? Lo confesso, sono indegno di ricevere grazie. Ma Tu sei Speranza di chi dispera, grande Mediatrice tra l’uomo e Dio, potente nostra Avvocata presso il trono dell’Altissimo, Rifugio dei peccatori! Di’ una parola in mio favore al tuo Figliolo: egli ti esaudirà. Chiedigli, Madre, questa grazia di cui tanto ho bisogno… Tu puoi ottenermela: Tu, Speranza mia, mia Consolazione, mia Dolcezza, Vita mia. Così spero e così sia.
Salve, o Regina…

5. Vergine e Regina del Santo Rosario, Figlia del Padre Celeste, Madre dei Figlio divino, Sposa dello Spirito Santo, Tu che tutto puoi presso la Santissima Trinità, impetra questa grazia a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna…; Te la domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi gaudii, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi: Te la domando per il Cuore dei tuo Gesù, per quei nove mesi che lo portasti in seno, per la sua morte di croce, per il suo Nome santissimo, per il suo Preziosissimo Sangue. Te la domando per il Cuore tuo dolcissimo, nel Nome tuo glorioso, o Maria, Stella del mare, Signora potente, Madre di dolore, Porta del Paradiso, Madre di ogni grazia. In Te confido, da Te tutto spero. Tu mi hai da salvare. Amen.
Salve, o Regina….