Una vita da disabile

Una vita da disabile.
Da piccola pensavo che la mia vita fosse diversa da come è oggi.
Sognavo che da grande appena compiuti i 18° anni andavo a lavorare perché volevo comprarmi una casa e viaggiare. Ma il destino ha scritto una storia diversa da quella che volevo scrivere io. Mancava poco che diventassi maggiorenne, un anno o forse due, frequentavo le superiori e contemporaneamente andavo in palestra perchè avevo la scoliosi. E pensavo che la ginnastica correttiva servisse a qualcosa;quando poi davanti a me in una delle varie visite un medico mi dice che la scoliosi è l’ultimo dei miei problemi perché la situazione è ben altra. Pensa che i miei “atteggiamenti fisici” come il camminare in un modo “particolare” siano i sintomi di una malattia genetica e di correre subito a fare degli accertamenti del caso. Il risultato finale fu quello che aveva pensato lui: DISTROFIA-FACIO-SCAPOLO-OMERALE. E da lì si comincia tutto daccapo.Prima di tutto accettare di convivere con un “partner speciale” che con il passar del tempo ti limita i movimenti del fisico. Ci è voluto un percorso di qualche anno per accettare la cosa. Ma ci sono riuscita. Ho imparato a fare le cose diversamente da come ero abituata a farle. Ma soprattutto ho cercato di prendere ogni occasione buona che mi si è presentata nella vita. Da ragazza ho avuto una comitiva; ho preso il diploma, ho un attestato di dattilografia regionale, ho frequentato per un anno un corso di inglese. Pian piano che gli anni passavano ho anche sfruttato la mia passione per i viaggi e finchè fisicamente potevo sorreggermi sulle mie gambe ho girato quasi tutta l’Italia . Ma con il passar del tempo le forze diminuivano ma la mia passione per i viaggi aumentava sempre di più. E in questo caso ho trovato l’alternativa: con l’aiuto di ausili giusti e con delle associazioni che aiutano nel campo sono riuscita anche a viaggiare in Europa. Ho preso l’aereo: e ho realizzato il mio più grande sogno che avevo nella vita: andare a Vienna. Sinceramente era un sogno che seguivo da ragazza e non credevo assolutamente che potessi realizzarlo. Pensavo fosse un sogno finito li nel cassetto; ma poi con persone che mi hanno aiutato a organizzare e ad accompagnarmi l’esperienza viennese è stata vissuta alla grande.Ora, oggi a più di trent’anni di convivenza con il mio “partner speciale ” posso dire che ho avuto una vita “normale” nonostante tutto. Ho avuto e ho tutt’ora una famiglia che mi supporta e che mi sopporta, ho avuto e ho una vita sociale che mi ha permesso di frequentare permettendomi di andare a teatro quando c’era la possibilità di farlo; ho fatto quelle esperienze che normalmente si fanno nella vita. Avrei potuto fare di pù forse? Non lo so!. So solo che sono soddisfatta della mia vita, quando mi guardo indietro e ne ho fatta di strada; una strada in salita senza ombra di dubbio. Non so in futuro quanta strada farò ma finchè avrò ancora un briciolo di respiro io sarò qui a godermi ancora una volta la mia vita. NUNZIA ESPOSITO

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