Note di un medico

14 giugno 2013

Erano circa le 8:30 di una mattinata intensa
quando un anziano signore ottantenne è arrivato
per far rimuovere i punti dal suo pollice.
Disse subito che era di fretta perchè aveva un
appuntamento alle 9:00.Presi nota dei suoi dati
e lo invitai a prendere psoto.Sapevo che ci sarebbe
voluto più di un’ora prima che qualcuno potesse
occuparsi di lui.Lo vidi cntrollare l’orologio
ansiosamente per tutto il tempo cosi decisi di valutare
io stesso la sua ferita dal momento che non ero
occupato con altri pazienti.All’esame la ferita
risultava ben guarita,parlai con uno dei medici per ottenere il materiale per rimuovere i punti di sutura e lo feci.
E mentre mi stavo prendendo cura di lui è iniziata
una conversazione;gli domandai se avesse un altro
appuntamento medico in seguito,se era per questo
che aveva cosi tanta fretta.
Il signore mi rispose di no e che doveva andare alla casa
di cura per fare colazione con la moglie.Mi
informai della sua salute e mi disse che era nella
casa di cura da tempo,essendo una vittima del
morbo di Alzheimer,sondai ulteriormente la
questione chiedendo se la moglie si sarebbe molto
alterata del suo ritardo,ma mi rispose che la donna non
sapeva più lui chi fosse,non era in grado
di riconoscerlo da cinque anni e sorpreso gli chiesi:
“E va ogni mattina anche se lei non sa chi sei?”
L’uomo sorrise e battà la mano e mi disse:
“Mia moglie non mi conosce ma io so ancora chi è!”
Ho dovuto trattenere le lacrime mentre se ne andava
ho avuto la pelle d’oca sul braccio e ho pensato:
“Questo è il tipo d’amore che voglio nella vita”
Il vero amore non è né fisico né romantico,il vero amore
è l’accettazione di tutto ciò che é,é stato,sarà e non sarà.

24/6/2008-24/6/2013

7 giugno 2013

Come stai???Tutto bene lassù???
Sai da quando non ci sei sono successi un
casino di cose…casini su casini…E senza di
te la vita è molto difficile…(OGNI GIORNO NON è PIU’UGUALE)le feste non sono
più uguali…perchè manchi tu!!!Era martedi di 5 anni,sono
passati solo pochi anni ma sembra ieri e allo
stesso tempo sembrano secoli che te ne sei andato.
In questo periodo allora eri ricoverato per le ultime
cure poi ti portammo a casa per andartene dolcemente
attorniato dai tuoi cari e da chi veramente ti voleva bene.
Non so se mi vedi,non so se mi leggi,non so se mi segui,
ma tante cose sono successe sia a livello negativo sia a livello positivo.Non si peggiora ma non sono neanche migliorata…
ma almeno viaggio ancora per quel poco che posso ancora
fare…..solo una cosa ti chiedo ovunque tu sia metti una buona
parola a LUI che possa aiutarmi ad affrontare la vita in modo
pià sereno….


Il miracolo

5 giugno 2013

Questa è la storia vera di una bambina di otto anni che sapeva che l’amore può fare meraviglie. Il suo fratellino era de…stinato a morire per un tumore al cervello. I suoi genitori erano poveri, ma avevano fatto di tutto per salvarlo, spendendo tutti i loro risparmi.
Una sera, il papà disse alla mamma in lacrime: “Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo”.
La piccola, con il fiato sospeso, in un angolo della stanza aveva sentito. Corse nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e, senza far rumore, si diresse alla farmacia più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul baco tutte le monete.
“Per cos’è? Che cosa vuoi piccola?”.
“È per il mio fratellino, signor farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo”.
“Che cosa dici?” borbottò il farmacista.
“Si chiama Andrea, e ha una cosa che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, non c’è più niente da fare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e sono venuta a comperare un miracolo”.
Il farmacista accennò un sorriso triste. “Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli”.
“Ma se non bastano questi soldi posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?”.
C’era nella farmacia un uomo alto ed elegante, dall’aria molto seria, che sembrava interessato alla strana conversazione. Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le sue monetine.
L’uomo si avvicinò a lei. “Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?”.
“Il signor farmacista non vuole vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa… È per il mio fratellino Andrea che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un’operazione, ma papà dice che costa troppo e non possiamo pagare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho”.
“Quanto hai?”.
“Un dollaro e undici centesimi… Ma, sapete…” aggiunse con un filo di voce, “posso trovare ancora qualcosa…”.
L’uomo sorrise “Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!”.
Con una mano raccolse la piccola somma e con l’altra prese dolcemente la manina della bambina. “Portami a casa tua, piccola. Voglio vedere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con loro se possiamo trovare il piccolo miracolo di cui avete bisogno”.
Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per mano. Quell’uomo era il professor Carlton Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò il piccolo Andrea, che potè tornare a casa qualche settimana dopo completamente guarito.
“Questa operazione” mormorò la mamma “è un vero miracolo. Mi chiedo quanto sia costata…”.
La sorellina sorrise senza dire niente. Lei sapeva quanto era costato il miracolo: un dollaro e undici centesimi… più, naturalmente l’amore e la fede di una bambina.
“Se aveste almeno una fede piccola come un granello di senape, potreste dire a questo monte: Spostati da qui a là e il monte si sposterà. Niente sarà impossibile per voi”. ♥
(G. Quattrini)

Pellegrinaggio Lourdes sezione Napoli-Benevento dell’Unitalsi di maggio 2013

22 maggio 2013

Dal 16 al 22 maggio con il treno e dal 17 al 21 maggio con l’aereo le sottosezioni
dell’Unitalsi di Napoli e di Benevento hanno
partecipato al pellegrinaggio a Lourdes.
Per la prima volta la Diocesi di Benevento
(di solito lo organizzava sempre ad aprile)si
è accodata alla sottosezione di Napoli.Quest’anno,
dopo 6 anni sono tornata anche io a Lourdes.E
questo viaggio,come tanti altri mi ha dato tantissimo:
prima di tutto ho incontrato una volontaria beneventana
che conoscevo solo virtualmente e che ora dopo
tanto tempo sono riuscita a incontrare.E’ un avvocato,collega di un mio amico volontario di Napoli;quanto è piccolo il mondo…sembra tanto grande….E dopo questa piccola
parentesi sono
partita con l’aereo perchè non mi sentivo “fisicamente”di
affrontare il viaggio in treno di 24 ore e passa,è molto
stancante,infatti io avevo l’aereo venerdi 17 alle ore 17:30
quindi dovendo stare due ore prima in aereoporto a
Capodichino,sono uscita da casa verso le 14:30Imbarco co tutto il tempo necessario e siamo arrivati la sera a Lourdes.
Sabato per tutta la giornata siamo andati a fare le funzioni e passare un paio di volte sotto la grotta.Anche domenica è passata la giornata cosi,ci hanno offerto anche dei gelati alcune dame e barellieri.Lunedi invece siamo passati sotto la grotta per il Rosario delle 18.00 e ieri ci siamo imbarcati per il volo diretto per Napoli.Ed ecco il mio pellegrinaggio a Lourdes,anche se ci sono state nelle ultime settimane li uno sciame sismico con scosse di intensità notevole che si sentivano…..cmq sono contenta lo stesso è andata benissimo.

15°Giovedi di Santa Rita

16 maggio 2013

Questo è l’ultimo giovedi di Santa Rita
e mercoledi 22 marzo ricorre il suo onomastico.
Prego Santa Rita affinchè tutti i miei cari possano
avere la serenità e la tranquillità che meritato.

10 maggio 2013

14°Giovedi di Santa Rita

9 maggio 2013

3 maggio 2013

13°Giovedi di Santa Rita

2 maggio 2013

12°Giovedi di Santa Rita

25 aprile 2013

Ti sei mai sentito solo?
Si!
Anche quando sei in compagnia?
Soprattutto!