Il miracolo

5 giugno 2013

Questa è la storia vera di una bambina di otto anni che sapeva che l’amore può fare meraviglie. Il suo fratellino era de…stinato a morire per un tumore al cervello. I suoi genitori erano poveri, ma avevano fatto di tutto per salvarlo, spendendo tutti i loro risparmi.
Una sera, il papà disse alla mamma in lacrime: “Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo”.
La piccola, con il fiato sospeso, in un angolo della stanza aveva sentito. Corse nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e, senza far rumore, si diresse alla farmacia più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul baco tutte le monete.
“Per cos’è? Che cosa vuoi piccola?”.
“È per il mio fratellino, signor farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo”.
“Che cosa dici?” borbottò il farmacista.
“Si chiama Andrea, e ha una cosa che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, non c’è più niente da fare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e sono venuta a comperare un miracolo”.
Il farmacista accennò un sorriso triste. “Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli”.
“Ma se non bastano questi soldi posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?”.
C’era nella farmacia un uomo alto ed elegante, dall’aria molto seria, che sembrava interessato alla strana conversazione. Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le sue monetine.
L’uomo si avvicinò a lei. “Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?”.
“Il signor farmacista non vuole vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa… È per il mio fratellino Andrea che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un’operazione, ma papà dice che costa troppo e non possiamo pagare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho”.
“Quanto hai?”.
“Un dollaro e undici centesimi… Ma, sapete…” aggiunse con un filo di voce, “posso trovare ancora qualcosa…”.
L’uomo sorrise “Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!”.
Con una mano raccolse la piccola somma e con l’altra prese dolcemente la manina della bambina. “Portami a casa tua, piccola. Voglio vedere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con loro se possiamo trovare il piccolo miracolo di cui avete bisogno”.
Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per mano. Quell’uomo era il professor Carlton Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò il piccolo Andrea, che potè tornare a casa qualche settimana dopo completamente guarito.
“Questa operazione” mormorò la mamma “è un vero miracolo. Mi chiedo quanto sia costata…”.
La sorellina sorrise senza dire niente. Lei sapeva quanto era costato il miracolo: un dollaro e undici centesimi… più, naturalmente l’amore e la fede di una bambina.
“Se aveste almeno una fede piccola come un granello di senape, potreste dire a questo monte: Spostati da qui a là e il monte si sposterà. Niente sarà impossibile per voi”. ♥
(G. Quattrini)

Pellegrinaggio Lourdes sezione Napoli-Benevento dell’Unitalsi di maggio 2013

22 maggio 2013

Dal 16 al 22 maggio con il treno e dal 17 al 21 maggio con l’aereo le sottosezioni
dell’Unitalsi di Napoli e di Benevento hanno
partecipato al pellegrinaggio a Lourdes.
Per la prima volta la Diocesi di Benevento
(di solito lo organizzava sempre ad aprile)si
è accodata alla sottosezione di Napoli.Quest’anno,
dopo 6 anni sono tornata anche io a Lourdes.E
questo viaggio,come tanti altri mi ha dato tantissimo:
prima di tutto ho incontrato una volontaria beneventana
che conoscevo solo virtualmente e che ora dopo
tanto tempo sono riuscita a incontrare.E’ un avvocato,collega di un mio amico volontario di Napoli;quanto è piccolo il mondo…sembra tanto grande….E dopo questa piccola
parentesi sono
partita con l’aereo perchè non mi sentivo “fisicamente”di
affrontare il viaggio in treno di 24 ore e passa,è molto
stancante,infatti io avevo l’aereo venerdi 17 alle ore 17:30
quindi dovendo stare due ore prima in aereoporto a
Capodichino,sono uscita da casa verso le 14:30Imbarco co tutto il tempo necessario e siamo arrivati la sera a Lourdes.
Sabato per tutta la giornata siamo andati a fare le funzioni e passare un paio di volte sotto la grotta.Anche domenica è passata la giornata cosi,ci hanno offerto anche dei gelati alcune dame e barellieri.Lunedi invece siamo passati sotto la grotta per il Rosario delle 18.00 e ieri ci siamo imbarcati per il volo diretto per Napoli.Ed ecco il mio pellegrinaggio a Lourdes,anche se ci sono state nelle ultime settimane li uno sciame sismico con scosse di intensità notevole che si sentivano…..cmq sono contenta lo stesso è andata benissimo.

15°Giovedi di Santa Rita

16 maggio 2013

Questo è l’ultimo giovedi di Santa Rita
e mercoledi 22 marzo ricorre il suo onomastico.
Prego Santa Rita affinchè tutti i miei cari possano
avere la serenità e la tranquillità che meritato.

10 maggio 2013

14°Giovedi di Santa Rita

9 maggio 2013

3 maggio 2013

13°Giovedi di Santa Rita

2 maggio 2013

12°Giovedi di Santa Rita

25 aprile 2013

Ti sei mai sentito solo?
Si!
Anche quando sei in compagnia?
Soprattutto!

24 aprile oggi è il mio compleanno

24 aprile 2013

Buona domenica

21 aprile 2013

A gennaio a Napoli ho sentito cantare ..Vierno…che friddo dint’a stu core….a Milano cantavano…O mia bela Madunina
A febbraio a Napoli a carnevale ho sentito cantare…Pallummella zompa e vola ….a Milano…O mia bela Madunina
A marzo a Napoli ho sentito cantare…Marzo: nu poche chiove e n’atu poche esc’o sole…a Milano ..O mia bela Madunina
Ad Aprile a Napoli ho… sentito cantare…A primmavera (bella allegra fujene ll’ore; mo sciure e palummelle tornano a ffa ll’ammore….)…a Milano cantavano…O mia bela Madunina…(azz)
A Maggio a Napoli ho sentito cantare …Era de maggio ..( e te cadeano ‘nzino, a schiocche a schiocche, li ccerase rosse…)..a Milano ho sentito cantare..(pensate voi)…O mia bela Madunina..
A giugno a Napoli ho sentito cantare…I te vurria vasà ..(o sole a poco a poco..spè stu ciardino sponta,..o viento passa e vasa stu ricciulillo ‘nfronte!)..a Milano (oibhò) ho sentito cantare ..O mia bela Madunina…
A luglio a Napoli ho sentito cantare O SOLE MIO…e a Milano…O mia bela Madunina…
Ad agosto a Napoli ho sentito cantare…Nun voglio fa niente (che sole, che sole cucente…e chi po’ fa niente, e chi vo fa niente…) ..a Milano…O mia bela Madunina….
A settembre a Napoli ho sentito cantare…A ddò sta Zazà ( era la festa di San Gennaro…quanta folla per la via …) a Milano, con mia sorpresa, ho sentito cantare…O mia bela Madunina…
Ad ottobre a Napoli ho sentito cantare…Stu vino che te fa …(Stasera certamente mme ‘mbriaco , e doppo torno ccá, dint’a stu vico…)…a Milano, ho sentito cantare…O mia bela Madunina…!
A novembre a Napoli ho sentito cantare…Chiove…(…e se fa fredda llaria, e se fa cupo’o cielo, e tu, dint’a stu ggelo, tu sola, cante e muore…) a Milano ho sentito cantare….O mia bella Madonina….
A dicembre a Napoli ho sentito cantare…Santa Lucia luntana…(Partono ‘e bastimente ,pe’ terre assaje luntane…)… a Milano ho sentito cantare…O mia bela Madunina….

Mò io mi chiedo, no?, ma doje o tre canzone, nun c’è putimmo scrivere nuje, in milanese, a sti barbari ciucci e presuntuosi…?….